Cronaca

Pisa non dimentica: giornata ricordo per le vittime dei lager nazisti

La celebrazione vuole in particolar modo rendere omaggio al pisano Cesare Salvestroni, docente universitario morto in un campo di sterminio

Un'iniziativa per ricordare la vicenda dei 650mila militari italiani che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò o di seguire le truppe tedesche. Una Resistenza che portò la maggior parte di loro alla reclusione in campi di internamento: per 50mila soldati italiani non c’è stato ritorno da quella prigionia.

Così, in occasione delle celebrazioni del 72° anniversario della Liberazione, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani e Comune di Pisa hanno voluto dedicare una iniziativa ai caduti dei lager nazisti e a tutti quegli uomini che si opposero al regime a prezzo della loro vita.

La cerimonia si terrà mercoledì 19 aprile e si aprirà alle ore 16.00 in Piazza Vittorio Emanuele con la deposizione di una corona di alloro alla lapide che ricorda Cesare Salvestroni, responsabile militare del Comitato di liberazione nazionale e ai militari pisani deportati nei lager.

Alle ore 17.00 presso la Sala Regia di Palazzo Gambacorti si parlerà della 'Resistenza degli Internati Militari Italiani' con gli interventi del sindaco di Pisa Marco Filippeschi; dell’assessore Marilù Chiofalo; del presidente dell’ANPI provinciale Bruno Possenti; del vicepresidente ANEI Firenze Orlando Materassi e dello storico ed accademico professor Paolo Pezzino. Sarà inoltre presente la famiglia Salvestroni.

Fulgido simbolo della tragica pagina Cesare Salvestroni, pisano classe 1897, combattente nella Prima Guerra Mondiale e prigioniero degli austriaci, decorato con la Croce al Merito; dal 1921 assistente di ruolo presso la cattedra di Zootecnia a Pisa, rifiuta di iscriversi al PNF e viene perciò allontanato dall’Università. Animatore della Resistenza a Pisa viene catturato dai nazisti dopo l’armistizio. Ancora una volta prigioniero, malgrado le sevizie a cui viene sottoposto, non rivelerà mai i nomi dei compagni.
Salvestroni morirà a causa dei maltrattamenti nel sottocampo di sterminio di Ebensee/Mauthausen dove fu recluso  dall’8 settembre 1944 al 2 marzo 1945.
Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti: 3 Croci al Merito di guerra, attestati al merito cittadino e medaglie d’oro di benemerenza.

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