Cronaca

Offeso sul web perché ha celebrato Dante: Mazzeo risponde agli insulti

Il presidente del Consiglio regionale è finito nell'occhio del ciclone perché 'colpevole' di aver celebrato il poeta fiorentino a Pisa

Il campanilismo, si sa, è una delle peculiarità più forti della Toscana. Quando si tratta di difendere l'orgoglio e la storia di un territorio si scatena una sorta di 'tutti contro tutti' che non lascia indifferente nessuna porzione della regione. Pisa, ovviamente, non sfugge a questa dinamica. Soprattutto quando ci sono di mezzo figure cardinali della storia italiana che hanno avuto rapporti molto tesi con la città della Torre. Come, ad esempio, il Sommo poeta Dante Alighieri, che in una terzina del 33° Canto dell'Inferno della Divina Commedia affidò la celebre invettiva nei confronti di Pisa: "Ahi Pisa, vituperio delle genti...".

Il 2021 è un anno di celebrazioni per tutta l'Italia, la Toscana in particolare: si ricorda il 700° anniversario della morte di Dante. E anche a Pisa si sono svolti eventi e appuntamenti che ne hanno esaltato la figura. A uno di questi ha preso parte il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, lucano di origini ma pisano d'adozione dai tempi dei primissimi studi universitari. Il politico, dopo le celebrazioni per il Sommo poeta, è stato bersagliato di critiche e offese sui social: tanti cittadini pisani inferociti non gli hanno 'perdonato' l'entusiasmo con cui ha esaltato la figura di un 'acerrimo' nemico di Pisa.

"Agli insulti dei no vax sono abituato, ho preso un po' come una missione quella di spiegare loro che l'unico rischio che corrono vaccinandosi è quello di non finire in terapia intensiva" spiega il presidente del Consiglio regionale sul suo account Facebook. "Questi insulti però li ho ricevuti perché abbiamo celebrato Dante e il 700esimo anniversario della sua morte a Pisa. Secondo questo 'signore' avrei oltraggiato la città che 'mi ospita'. Pisa è la città che mi ha accolto da studente, qui mi sono formato, ho costruito la mia famiglia e ho scelto di vivere e impegnarmi per la collettività. Amo questa città, amo la Toscana e il mio impegno politico nasce proprio dalla volontà di restituire a questa terra un poco del tanto che ho ricevuto".

Mazzeo prosegue: "Pisa e Firenze (e la Toscana intera) sono legate da un destino comune e avranno un futuro prospero quanto più saranno in grado di collaborare, creare sinergie. La competizione non è tra le città toscane ma col resto del mondo e chi vuole contrapporre Pisa e Firenze non vuole il bene né di Pisa né di Firenze. A questo 'signore', infine, vorrei anche ricordare che Fibonacci si chiamava Leonardo, che Dante non era lucano come me e che forse Pisa la conosce e la ama meno di me".

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