Cellulari senza linea e internet, Palaia coinvolta: si muove la Regione Toscana

Incontro a Firenze fra i gestori di telefonia e la Regione per capire le aree più critiche ed i potenziali interventi da coordinare

La Regione accende i riflettori su un problema che interessa diverse aree della Toscana, fra cui è segnalata Palaia. E' l'assenza di segnale nella telefonia mobile, con quindi gli smartphone che vengono ridotti a semplici telefoni, senza internet, e a volte anche senza linea per fare e ricevere chiamate. Un aspetto che incide sulle vite quotidiane dei cittadini ma anche sulla competitività del territorio, nonché sull'efficacia delle comunicazioni per interventi di sicurezza e protezione civile. 

Secondo il report stilato dalla Regione sono almeno 54 i Comuni dove il segnale mobile è, in alcune frazioni, del tutto assente, o comunque dove si registrano disservizi. Con altre segnalazioni che stanno arrivando, anche ad Anci Toscana, la lista si allungherebbe a oltre 60, oltre il 25% di tutti i comuni della regione. Sono magari aree dove gli abitanti sono pochi, gli impianti rarefatti e dove investire non costituisce per i gestori una priorità.

Per questo si è svolto ieri, 8 gennaio, un incontro nel palazzo della presidenza della Regione a cui hanno partecipato rappresentanti di Tim, Vodafone, Wind Tre e Iliad. A inizio dicembre l'appuntamento era stato annunciato dalla Regione Toscana. "Nel frattempo - spiega l'assessore Vittorio Bugli - è stato fatto un censimento dei comuni interessati che sarà messo a disposizione dei gestori. Ci rivedremo entro la fine di gennaio con due obiettivi". Il primo è capire anzitutto quali sono gli interventi già in programma e i tempi di realizzazione: nei prossimi giorni gli operatori invieranno alla Regione il quadro delle azioni previste. Il secondo obiettivo sarà definire a quel punto con tecnici e progettisti, per le le aree dove i gestori non prevedono interventi, una ipotesi sulle infrastrutture necessarie per ottimizzare la copertura del territorio: in particolare ripetitori e tralicci in grado di ospitarli, con disponibilità di allacci per energia elettrica e fibra ottica.

"La Regione non ha competenze specifiche - precisa Bugli - ma vogliamo individuare un percorso che consenta di trovare insieme una soluzione per tutti e, se necessario, stabilire anche una scala di priorità negli interventi". La Toscana è la prima Regione in Italia che ha deciso di aprire un tavolo con tutti i gestori. "E lì - spiega ancora l'assessore - affronteremo anche altre questioni. Vogliamo capire ad esempio dagli operatori se ci sia l'esigenza di semplificare alcune procedure. A questo scopo abbiamo fissato un successivo incontro con i gestori stessi e tutti gli enti coinvolti nel rilascio dei permessi, da Arpat alle Soprintendenze". L'esempio delle conferenze di servizi uniche ‘inventate' per gli interventi sulla banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato potrebbe fare da modello.

"Vogliamo ragionare - prosegue Bugli - in modo pratico e concreto di progetti e tempi di realizzazione. Siamo disposti naturalmente anche a fare la nostra parte, nel rispetto dei ruoli e delle normative. Prima abbiamo però bisogno di capire dove e con quali risorse intendono intervenire i gestori". L'assessore ha già segnata in agenda una prima scadenza: l'ultima finanziaria del governo ha stanziato un milione mezzo di euro, ma va presentato un progetto entro la fine di marzo. "Per questo - dice - occorre fare presto. Al tavolo inoltre vogliamo affrontare anche il tema del 5G, la nuova tecnologia che consente connessioni ancora più veloci".

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