Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Censimento 2011, la popolazione cresce: discrepanza tra Istat e Comune

I primi dati del censimento rilevano la maggioranza di popolazione femminile, inoltre il dato del saldo migratorio degli italiani, per la prima volta da molti anni, è tornato positivo

Si è conclusa la prima fase di “conteggio” relativa al censimento 2011: i pisani sono 87.261 (censiti fino ad ora).
Un dato significativo visto che rappresenta ben il 99,19% del dato di partenza, cioè del numero di residenti risultanti all’Istat al 9 ottobre 2011, data del censimento.

C’è un secondo dato importante che emerge dal censimento: il 9 ottobre sono stati registrati ben 6.651 persone “non dimoranti abitualmente a Pisa”. Si tratta di una mole di persone che sarà verificata una ad una e tra le quali emergerà sicuramente un'ulteriore quota di residenti effettivi. Infatti in questa categoria sono conteggiati da un lato coloro che per motivi di salute (degenti), lavoro, studio o turismo erano presenti a Pisa alla data del censimento e che quindi continueranno a non risultare residenti. Ma dall’altro lato dentro alle 6.651 persone potrebbe esserci una quota significativa di soggetti da reincludere come residenti e che per mero errore, soprattutto tra i questionari compilati online, si sono registrati invece come “non dimoranti abitualmente”.

Il terzo dato su cui riflettere è quello della differenza tra i dati Istat e quelli in possesso dell’anagrafe comunale. Al 31/12/2010 iscritti all’anagrafe comunale risultavano 91.346 residenti, all’Istat invece 88.217. A cosa si deve questa differenza di circa 3.000 persone? Si deve al fatto che successivamente al censimento di 10 anni fa non è stato compiuto il cosiddetto “riallineamento”: cioè la verifica puntuale dei residenti che non avevano risposto al censimento. In buona sostanza il Comune si è portato dietro oltre 3.000 persone registrate come residenti ma che non avevano compilato il questionario del censimento 2001. Così questi 3mila soggetti saranno ricontrollati uno ad uno. Ovviamente tale fenomeno non è del solo Comune di Pisa: l’Istat non a caso ha dato tempo fino al 31/12/2013 per “riallineare” i dati.
In estrema sintesi, al dato di base di 87.261 censiti già, dovranno essere aggiunti tutti coloro che non hanno compilato il questionario oppure l’hanno fatto in modo errato, ricontrollando una ad una quasi 10.000 persone. Non è distante la possibilità di chiudere questa lunga verifica riportando l’asticella oltre i 90.000 residenti.

Ma qual è l’andamento nel corso del tempo del numero di residenti nel Comune di Pisa?
Al di là della differenza tra dato Istat e dato Anagrafe comunale, la tendenza è chiara: dopo il crollo degli anni ’90 in cui Pisa è passata da 99.032 del 1991 a 92.112 del 2001, si è avuto negli anni dal 2002 al 2006 un ulteriore calo seppur in maniera molto ridotta (90.387 nel 2006) ed un successivo ritorno alla crescita, fino ai 91.346 del 2010. Va inoltre sottolineato che nella grande maggioranza i cittadini "persi" da Pisa Comune sono andati a risiedere negli altri Comuni dell’area pisana.
Il dato Istat, con la tara dei circa 3.000 spiegata sopra, segna la stessa tendenza: calo repentino negli anni ‘90, assestamento nei primi anni 2000, recupero dal 2006 ad oggi.

A cosa è dovuto il recupero? A fronte di un saldo naturale (differenza tra nati e morti) negativo, è cresciuto nel tempo il saldo migratorio positivo.
Per saldo migratorio è da intendersi la somma algebrica tra immigrazioni ed emigrazioni di italiani e stranieri.
L’incremento positivo, fino al 2010, era frutto della crescita della componente dei cittadini stranieri.
Il 2010, però, rappresenta una piccola grande svolta: anche il dato del saldo migratorio degli italiani, per la prima volta da molti anni, è tornato positivo: un piccolo +13 che diventa grande a fronte del -430 del 2009, del -850 del 2008 e -700 di media nei 6 anni precedenti.

Donne in maggioranza: degli 87.261 censiti, sono risultate 46.407 donne e 40.854 uomini.

Un ultimo dato significativo: il metodo più utilizzato dalle famiglie pisane è stata la compilazione via internet del questionario. Dei 41.850 questionari riconsegnati, infatti, 14.020 sono stati compilati via web, 13.597 attraverso gli uffici postali, 10.985 tramite i centri di raccolta comunale, 3.248 restituiti ai rilevatori.

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