Cisanello: scoperta centrale dello spaccio che operava in Piazza Cavalieri

A seguito delle indagini giovedì è scattato il blitz nell'abitazione in via Paolo VI. Sequestrata cocaina, hashish e un'ingente somma di denaro

La filiera dello spaccio in centro storico, in particolare in Piazza Cavalieri, è stata colpita dall'operazione della Polizia di ieri, 22 agosto, che ha portato allo smantellamento di una centrale della droga con base in un appartamento a Cisanello, in via Paolo VI.

Le indagini sono partite da varie segnalazioni circa una banda di spacciatori stranieri, indicati come residenti nella zona del quartiere residenziale e che operavano proprio nella nota piazza della movida. Dopo le opportune osservazioni gli agenti hanno individuato la base dei malviventi. Ieri è scattato il blitz della Squadra Volanti. 

Nella prima fase delle verifiche un cittadino tunisino, che si trovava all'interno della casa, ha aperto la porta per uscire e si è trovato di fronte tre uomini ed una donna della Polizia. Lo straniero ha subito capito cosa stesse per accadere, ha provato ha richiudere la porta ma un operatore ha bloccato l'anta mettendo il braccio, rimanendo ferito ma permettendo l'immediata prosecuzione dell'irruzione. 

Nell'appartamento è stata rinvenuta cocaina, di cui una parte già confezionata in dosi e una parte da confezionare. Poi gli strumenti: un bilancino di precisione e molti ritagli di materiale plastico utili alla preparazione delle dosi da spacciare. Trovato anche un quantitativo di hashish, segno che la banda non si limitava allo spaccio della sola cocaina ma era in grado di offrire sul mercato stupefacente di diverse tipologie. Sequestrata poi un'ingente somma di denaro in banconote di grosso taglio, ulteriore elemento che conferma la circostanza che l’attività di spaccio oggi sgominata fosse di rilievo.

Il cittadino tunisino di 24 anni trovato in casa è risultato irregolarmente presente in italia ed è stato arrestato. Giudicato nella mattinata odierna, lo straniero è stato condannato a seguito di giudizio per direttissima alla pena di un anno e 10 mesi di reclusione. Pena sospesa, verrà espulso dall'italia.

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