Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Cisanello / Via Gino Luzzatto

Nuovo centro commerciale a Cisanello: una lettera per chiedere il ritiro del progetto

Una lettera aperta, firmata da 217 soci della sezione di Pisa, è stata consegnata sabato mattina a UniCoop Firenze per chiedere all'azienda di bloccare il progetto

Dopo le oltre 1550 firme presentate in Comune, prosegue la mobilitazione contro il progetto di realizzazione di un nuovo centro commerciale a Cisanello, nell'area tra via Luzzatto e via Valgimigli, di fronte all'attuale supermercato Coop. Questa mattina, sabato 4 novembre, è stata infatti consegnata una lettera indirizzata alla UniCoop Firenze (che ha redatto la proposta di progetto) firmata da 217 soci per spiegare la contrarietà al progetto del nuovo centro commerciale e chiederne il ritiro. Ecco il testo della missiva.

Cara Coop, siamo tuoi soci.

Lo siamo diventati perché crediamo nella cooperazione, nella partecipazione, nei valori di rispetto e tutela dell’ambiente e del territorio che affermi da sempre di sostenere. Abbiamo deciso di scriverti perché nella nostra città, nel quartiere più popoloso e simbolo di una crescita incontrollata e squilibrata, il quartiere che da sempre ti ospita, prima in via Carnelutti e poi nella sede attuale, hai deciso di realizzare un nuovo centro commerciale. Ci chiediamo sinceramente a che serva. Per le tue politiche commerciali? Per avere spazi di vendita migliori? Per competere meglio con la concorrenza? Per investire in un’operazione immobiliare gli utili che non puoi distribuire? Non ci è chiaro.

Sappiamo invece cosa potrà comportare la tua scelta per il nostro quartiere: perdita di verde, consumo di suolo, aumento del traffico, rischio idraulico, perdita di qualità urbana. L'area interessata, si dice, è attualmente degradata. Nonostante questo, anche così, svolge dei servizi per la collettività: è utilissima per mitigare le temperature estive, che nelle città sono sempre più alte, per favorire l'assorbimento di acqua piovana e per dare spazio ad una maggiore biodiversità. In questo momento storico in cui sarebbe doveroso rafforzare e ampliare gli spazi verdi nelle città per realizzare strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, ci proponi nuove edificazioni. Edificazioni che non risolvono i problemi di un quartiere, ma li aggraveranno. Noi invece crediamo che per riqualificare un’area degradata non serva il cemento, ma delle buone idee. Così facendo inoltre riproponi vecchi schemi di sviluppo, già andati in crisi da tempo e che hanno prodotto gravi guasti al nostro territorio. Ma non dovresti, proprio tu, fare altri tipi di scelte? Non dovresti muoverti anche in un'ottica di utilità pubblica e non solamente in un'ottica di pura strategia di mercato?

Un'ultima cosa: noi crediamo, sempre in base a quei valori di cooperazione e partecipazione, che Coop avrebbe potuto aprire un confronto su cosa fare nell'area, a partire dal coinvolgimento dei propri soci in una discussione seria e approfondita. Non ci risulta invece di essere stata contattati in alcun modo, eppure sarebbe stato facile. No, questa Coop non siamo noi. Cara Coop, ti chiediamo di invertire la rotta, non è troppo tardi per ripatire, insieme. Per questo, convinti che ci siano altre strade possibili, ti chiediamo un incontro, per spiegarti le ragioni della nostra opposizione e per capire le tue motivazioni.

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