Centro Federale della Canoa ai Navicelli, possibile stop: "Da regolarizzare situazione poco chiara"

La consigliera Punzo (Lega) risponde ai dubbi sollevati dalla collega Pd Picchi circa il rinnovo della convenzione per l'utilizzo della struttura

Immagine di archivio

Di possibile "stop" all'attività del Centro Federale della Canoa parla la presidente della terza Commissione consiliare Maria Punzo (Lega), in risposta ai dubbi sollevati dalla consigliera comunale Olivia Picchi (Pd) circa il rinnovo della convenzione per l'utilizzo della struttura ai Navicelli. 

Inizialmente l'esponente Pd aveva rilevato come "sulla stampa il presidente della Federazione Luciano Bonfiglio chiede un incontro con il sindaco per risolvere le questioni che il presidente della Navicelli Salvatore Pisano solleva per rinnovare la convenzione; dall'altra il presidente della Navicelli afferma che non ha alcuna intenzione di sfrattare la Federazione della Canoa ma non prende impegni precisi, né mostra molto interesse per un incontro a tre". Stante quindi il rischio di "vedere affossato un futuro sempre più significativo sul piano nazionale e internazionale" che "nacque (era il 2016 ndr) con il sostegno delle istituzioni locali e del mondo sportivo", la Picchi chiedeva "cosa si è incrinato in un meccanismo che sembrava poter garantire un futuro importante ad una disciplina, magari non sempre all'attenzione dei media, ma certamente praticata da tanti giovani con passione e con un ricco medagliere in tante manifestazioni internazionali".

"In qualità di presidente della terza Commissione - ha risposto la consigliera Maria Punzo - vorrei rassicurare la consigliera Olivia Picchi sul futuro della struttura del centro federale della canoa. Il quadro attuale è molto semplice da spiegare alla luce del fatto che abbiamo ereditato una situazione molto poco chiara sulla gestione e manutenzione di molti impianti sportivi. Ci troviamo di fatto ancora una volta a dover regolarizzare un'ennesima realtà sportiva costruita, al di là dei buoni intenti, su molta approssimazione".

"Ad oggi - afferma - manca documentazione che legittimi l'effettiva destinazione d'impiego della struttura, ed altra documentazione riguardante parte degli impianti impiegati, in più esiste una parte di spazio adibito a struttura recettiva di cui non c'è nessun documento a riguardo. Qui si tratta di creare sicurezza per i lavoratori che gravitano intorno alla struttura, e per gli sportivi stessi che abbiamo l'obbligo di tutelare durante le loro attività sportive. E' certamente importante non interrompere una tradizione sportiva consolidata da tempo, un punto di riferimento per la realtà canoista del territorio, tuttavia potrebbe diventare prioritario uno stop, per garantire che tale continuità avvenga secondo le regole così come già successo per altri impianti. Siamo di fronte alla possibilità magari di ampliare l'opportunità di rendere questo spazi fruibili da diverse associazioni, oltretutto in un naturalistico di così prezioso rilievo".

"Sarebbe bello - conclude la Punzo - che diventasse un'area dove possano convivere realtà sportive e sociali, insomma ancora una volta ci troviamo a colmare una latitanza amministrativa che risale alle precedenti amministrazioni. Seguiremo come commissari il percorso all'interno della Commissione così come abbiamo fatto per la struttura del 'campino del Cep', avviata ad un percorso di rinascita dopo scelte disastrose".

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