Cronaca

A Pisa la rete internet del XXI° secolo: nasce il Centro di fotonica integrata

Sarà l'unica realtà in Italia dove si potranno progettare e realizzare prototipi di circuiti integrati utilizzando tecnologie sempre più raffinate, che usano il silicio standard per l'invio e la ricezione di informazioni

Un investimento da oltre 8 milioni di euro per costruire un nuovo laboratorio (800 mq) a due passi dal centro storico di Pisa e dalla sua Torre: una sinergia fra istituzioni pubbliche (partendo da Regione Toscana che ha erogato finanziamenti specifici), Università e Centri di ricerca sta per far nascere, a San Cataldo di Pisa, il 'Centro di fotonica integrata', unica realtà in Italia dove si potranno progettare e realizzare prototipi di circuiti integrati utilizzando tecnologie sempre più raffinate che permetteranno, con prestazioni e applicazioni operative oggi impensabili, la rete internet del XXI secolo. Una tecnologia che utilizza il silicio standard per l’invio e la ricezione di informazioni ottiche tra computer e dispositivi elettronici in genere.

Alla vigilia della bandierina verde per l’inizio dei lavori (metà di questo mese) il progetto è stato presentato oggi a Bruxelles nel corso di un convegno promosso da Scuola Superiore Sant’Anna, CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni), TECIP (Istituto di Tecnologie della Comunicazione, Informazione e Percezione) e dalla stessa Regione Toscana.

Da Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, sede della presidenza di Regione Toscana, si guarda con grande soddisfazione al concreto avvio del nuovo Centro di ricerca precisando che la fotonica del silicio porterà a conquiste importanti: una banda larga più veloce, meno cavi e meno costi, maggiore efficienza energetica. Per questo la Regione ha inserito, già da qualche anno, la fotonica del silicio tra le sei priorità del sistema della ricerca della Toscana e per questo la Regione sostiene con forza l’idea di creare un’infrastruttura di ricerca pan-europea ad hoc: in tutto il sistema toscano di ricerca ha presentato ben 5 proposte di infrastrutture di questo tipo.

Un’ultima notazione dalla vicepresidenza della Regione Toscana: investire nella ricerca non è un lusso ma nella crisi di oggi è ancora più necessario perché è l’unico modo per combattere povertà e disagio sociale garantendo crescita e ripresa economica più rapida. Viene anche sottolineata una conseguenza importante in tempi di forti restrizioni della finanza pubblica: grazie al nuovo Centro pisano potranno convergere, in Toscana, forti investimenti anche da aziende private già interessate a questo tipo di frontiere tecnologiche nell’ambito di una ricerca da inquadrare a tutto campo proprio nelle dinamiche della green economy.

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