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Cerimonia in ricordo del maggiore Gian Paolo Gamerra e dei suoi commilitoni al cimitero di Riglione

Hanno partecipato le autorità civili e militari, l'Associazione degli Artiglieri e l'Anpi

Si è svolta il 30 ottobre, presso il Cimitero di Riglione, la commemorazione del Maggiore di Artiglieria Gian Paolo Gamerra, caduto nei pressi di Stagno il 9 settembre 1943 insieme a 8 suoi commilitoni, in uno scontro con i tedeschi a Tombolo. La cerimonia, organizzata dalla Sezione di Pisa 'Nicola Ciardelli' di A.N.ART.I., l’Associazione degli Artiglieri, e dal Comitato Provinciale dell’ Anpi, con il patrocinio del Comune di Pisa, si è svolta in toni e modalità più sobrie rispetto al passato, data l’emergenza Covid-19.

Ha partecipato in rappresentanza del sindaco di Pisa Riccardo Buscemi, vicepresidente del Consiglio Comunale e Presidente della Sezione di Pisa A.N.Art.I; in rappresentanza del Comandante di Presidio Militare del Ten. Col. AM Ilio Sammaciccio; in rappresentanza della Scuola di Paracadutismo 'Gamerra' del Magg. EI Luchini; di Bruno Possenti, Presidente del Comitato Provinciale Anpi; di Andrea Breschi, Delegato Regionale dell’A.N.Art.I.. Oltre a quello della Sezione di Pisa, erano presenti i labari della Delegazione Regionale e quello della Sezione di Livorno (intestata allo stesso Gamerra).

Davanti al cimitero, attorno al monumento di bronzo, opera dello scultore Alessandro Caetani e donato alla città dall’Associazione Partigiani, si è svolta l’intera cerimonia con gli interventi di Buscemi, Possenti, Luchini e Sammaciccio. Erano presenti anche la mamma e la sorella di Nicola Ciardelli, l’ufficiale di Artiglieria caduto nel 2006 a Bagdad, e al quale è intitolata la Sezione di Pisa. Momento toccante della cerimonia è stata la lettura delle riflessioni preparate dagli studenti della Scuola 'G. Gamerra', impossibilitati a partecipare per via del Covid, ma "comunque presenti - ha commentato Buscemi - ci hanno offerto una splendida occasione di meditazione".

Alla memoria di Gamerra e dei suoi commilitoni fu concessa la Medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione: "Mentre accorreva col suo gruppo privo di scorta a sostenere reparti duramente impegnati coi tedeschi, scontrandosi con soverchianti forze germaniche e ricevuta intimazione dal comandante di queste di consegnare le armi e gli automezzi, opponeva un fiero e deciso rifiuto. Attaccato d’improvviso con mitragliatrici e cannoni accettava l’impari lotta ed opponeva con ogni mezzo accanita resistenza, guidando i suoi artiglieri con la voce e con l’esempio in una lotta disperata. Cadeva colpito a morte col nome d’Italia sulle labbra, fedele al suo giuramento di soldato, abbracciato alla mitragliatrice che egli stesso faceva funzionare, avendo sostituito il mitragliere mortogli accanto. Pura affermazione nel tragico momento che la Patria attraversava del sentimento del dovere dell’Ufficiale italiano al servizio di un ideale e promessa luminosa per l’avvenire d’Italia".

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