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Cestini troppo costosi in Corso Italia: scoppia la polemica ma alla fine si ripagano da soli

Dopo le proteste dei cittadini, che si sono lamentati dell'alto prezzo pagato dall'amministrazione comunale per i nuovi contenitori per la raccolta differenziata, abbiamo parlato con Alessandra Fulceri, la designer che li ha creati e che ci ha spiegato il progetto

Uno dei nuovi cestini

Polemiche infinite per i nuovi cestini per la raccolta differenziata che saranno collocati lungo l’asse pedonale di Corso Italia a Pisa. Quei 25mila euro per venti contenitori erano sembrati davvero eccessivi ai cittadini, che ogni giorno si trovano di fronte alle lamentele degli enti pubblici, stritolati dalla morsa finanziaria. Immediate erano state le ‘sollevazioni popolari’ sui social network, in molti casi utilizzando anche un linguaggio colorito. In realtà è da spiegare che non si tratta solo di venti cestini, ma di un progetto ben strutturato che comprende, nei costi comunicati, tutta una serie di voci da tenere in conto, una spesa sicuramente irrisoria se si pensa al risparmio che i nuovi contenitori, con tanto di stemma pisano sul fronte, porteranno.

Ma procediamo con ordine. Innanzitutto c’è da dire che successivamente altri cestini saranno posizionati, per un numero pari a 100, nell’asse pedonale Stazione Centrale- Duomo, compresa via Santa Maria. Per sapere quanto costa ogni singolo cestino all’amministrazione comunale, bisogna quindi scorporare le varie voci che, oltre al costo unitario dell’oggetto, comprendono le spese di progettazione, quelle relative alla mappatura del loro posizionamento, per renderne più efficace e comoda la manutenzione, i lavori di montaggio, la spesa per la campagna informativa per un corretto utilizzo del nuovo cestino. Questa cifra va poi vista nella totalità dell’intervento che il Comune intende realizzare se si vuole avere una cifra significativa. Ne consegue che, a conti fatti, il costo unitario è di euro 476,50/uno, che diventano 546 se prendiamo quelli col supporto.

Una cifra addirittura inferiore rispetto a quella degli attuali cestini, posizionati in centro e sui lungarni, costati nel 2009 ben 860 euro l’uno. Cestini che saranno spostati, e che tra l’altro, erano solo dei comuni contenitori dove gettare ogni cosa, anche quella recuperabile e più preziosa come vetro e alluminio, da far poi confluire indiscriminatamente in discarica.

“Se poi vogliamo analizzare il solo aspetto economico legato all'acquisto dei cestini senza vederne gli altri aspetti - spiega la designer Alessandra Fulceri, che ha progettato i contenitori - ecco che si scopre che i cestini possono arrivare addirittura a ripagarsi da soli”. Spieghiamo meglio: in ogni cestino, al giorno, si possono raccogliere in media circa 7 kg tra carta, cartone, vetro e plastica. Ne consegue che in un anno, sempre per ogni cestino, si possono arrivare a raccogliere 2.555 Kg (7Kg x 365 giorni) di rifiuti riciclabili da non conferire in discarica. E considerato che portare 1 tonnellata di rifiuto in pubblica discarica costa circa 130 euro alla collettività, è quindi calcolabile che ogni cestino, se correttamente utilizzato, può arrivare a far risparmiare oltre 332 euro all'anno. Da qui il concetto che, se la cittadinanza saprà farne buon uso, nel solo giro di due anni ogni cestino si sarà ampiamente ripagato da solo.

Ed è proprio questo uno dei concetti che verrà inserito nella campagna informativa, un altro elemento di rilievo che finisce nel ‘pacchetto’ delle 25mila euro annunciate dallo stesso Comune di Pisa.

“Dire che un cestino costa oltre mille euro è sbagliato - spiega la designer Alessandra Fulceri - questi cestini fanno parte di un progetto che vuole spingere i cittadini alla raccolta differenziata”.  Sì, perché con la divisione in tre scomparti andrà ad aumentare la quantità di rifiuto differenziato e a diminuire quella di indifferenziato. E il risparmio sarà notevole. “I costi di smaltimento in discarica sono alti, inoltre siamo pieni di discariche, la raccolta differenziata deve aumentare - sottolinea Fulceri - si calcola che se le persone raccolgono in maniera corretta i materiali di scarto, il risparmio per 300 cestini sarà di circa 100mila euro l’anno”.

Una cifra non indifferente. E l’ambiente sicuramente ci ringrazierà.

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