Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Il grano canadese mette a rischio quello pisano

Coldiretti: "Annata buona ma l’importazione vanifica gli sforzi"

Aumenta di 7 volte la quantità di grano importato dal Canada in Italia nel 2019 dopo l’entrata in vigore del Ceta, l’accordo di libero scambio fra la UE e il Paese nord americano. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Istat nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2018. "Il balzo delle importazioni arriva proprio al termine della stagione di trebbiatura del grano italiano" commenta Coldiretti. "Un lavoro che rischia di essere vanificato dalla concorrenza sleale delle importazioni canadesi".

In provincia di Pisa la produzione di grano ha registrato 561mila quintali nel 2018, tra frumento tenero e duro, su oltre 20mila ettari di superficie, spesso dislocati su piccoli appezzamenti. "Le nostre produzioni sono limitate rispetto al Canada - spiega Tiziano Busti, vice presidente del Consorzio Agrario del Tirreno e imprenditore agricolo di Santa Luce? - e dobbiamo fronteggiare una serie di spese in proporzione di gran lunga superiori, oltre a tempi di lavorazione diversi, che implicano spostamenti e macchinari adatti. In secondo luogo siamo soggetti a restrizioni e norme sanitarie più stringenti, al contrario dei produttori canadesi che, com’è noto, ricorrono al glifosato in pre-raccolta. L’annata agraria è stata soddisfacente ma paghiamo lo scotto dei prezzi al quintale: circa 20 euro, variato di poco dallo scorso anno. Una cifra che lascia amarezza e costringe spesso alla riduzione della produzione, con una perdita per le imprese e per i consumatori".

"Occorre ricordare perché eravamo contrari al Ceta - aggiunge Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa - sapevamo infatti che questo accordo avrebbe provocato una distorsione del mercato a netto favore dei prodotti importati. Inutile gioire per una buona annata se gli sforzi vengono poi vanificati in questo modo. I nostri prodotti non sono inferiori a quelli dei canadesi, al contrario, siamo in grado di creare un prodotto di qualità e vogliamo che venga valorizzato".

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