"Ripetute violazioni delle prescrizioni": il comune 'silenzia' il Leningrad Cafè

Revocato il nulla osta alle emissioni sonore per lo storico locale. Ma i gestori non ci stanno: "Potevamo svolgere tutte le attività contestate"

Il comune di Pisa ha revocato, con un'ordinanza dirigenziale, il nulla osta alle emissioni sonore al Leningrad Cafè, lo storico locale cittadino di via Silvestri. Sono gli stessi gestori ad annunciare la decisione e spiegare l'accaduto con un  post su Facebook. "Finisce la musica al Leningrad - scrivono - finisce la stand up comedy, finiscono le decine di attività culturali che abbiamo organizzato e promosso con una sincera e divertita passione. Finiscono buttati soldi e sogni. Come sapete, siamo sempre andati avanti nonostante tutti i problemi, abbiamo continuato a credere che una forma di giustizia esistesse, abbiamo sempre creduto nella bellezza di ciò che facevamo. Oggi anche noi abbiamo smesso di credere".

Nei mesi scorsi il locale aveva lanciato una campagna di crowdfunding per raccogliere i fondi necessari all'insonorizzazione dello stesso. "Il 9 gennaio - spiegano i gestori - dopo i lavori di insonorizzazione e la valutazione di impatto acustico che ha dato risultati positivi, il comune ha rilasciato i permessi di emissioni sonore con il divieto di svolgere musica live". Un divieto a cui si aggiungeva quello di "svolgere attività danzante".

Poco più di un mese dopo, però, la doccia fredda, arrivata dopo una raffica di controlli effettuati dalla Polizia Municipale, tutti nel giro di pochi giorni l'uno dall'altro. "Il 13 febbraio - continuano i gestori - ci sono state notificate 6 multe da 516 euro l'una per motivazioni contestabili, che abbiamo subito impugnato col nostro avvocato. Il 15 febbraio il comune ha emesso un'ordinanza di revoca immediata del nulla osta alle emissioni sonore. Il 19 febbraio, la Polizia Municipale ha fatto irruzione durante la serata. Dapprima non ci siamo allarmati, credendo nel solito controllo 'di routine', poi ci siamo visti spegnere l'impianto audio a zero, definitivamente".

Leggendo l'ordinanza si nota come nei 5 verbali redatti dalla Polizia Municipale durante i controlli effettuati si riscontra "il mancato adempimento ad alcune prescrizioni". Violazioni "ripetute nel tempo". Tra queste: "l'utilizzo di un impianto elettroacustico con Dj, con musica da discoteca, con ballo da parte dei clienti" e "l'attività di karaoke". 

Ma i gestori non ci stanno. "Ci hanno chiesto di fare dei lavori, che abbiamo realizzato e certificato - affermano i gestori - spendendo decine di migliaia di euro e ci hanno poi negato la loro validità senza averli mai verificati. Da sottolineare il fatto che, quando la Polizia Municipale si era presentata durante le serate (quasi ogni sera), non ci aveva mai avvertiti del fatto che stessimo facendo qualcosa di illecito". Secondo i gestori non ci sarebbe stata nessuna violazione. "Si trattava infatti di attività di karaoke, non considerate musica live dalla circolare ministeriale. N. 165 del 7/09/2000 'Riforma della disciplina fiscale relativa alle attività di intrattenimento e di spettacolo', e serate con musica di filodiffusione controllata da un Dj, la cui presenza era prevista nella relazione di richiesta dei permessi, ovvero attività che potevamo svolgere".

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