Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Chiusura ponte di Lugnano: assemblea generale lanciata da Confcommercio

Fa appello alla partecipazione delle istituzioni l'associazione, per scongiurare la chiusura dello snodo stradale

Tornano ad accendersi i riflettori sulla chiusura del Ponte di Lugnano di Vicopisano. Se ne parlerà nel corso dell'assemblea generale promossa e organizzata da Confcommercio Provincia di Pisa, in programma lunedì 18 febbraio alle 21 presso il ristorante Luna Verde nella zona industriale di Lugnano.

"Considerando la gravità della situazione e l'assordante silenzio delle istituzioni, ci siamo rivolti direttamente ai massimi esponenti, nazionali, regionali e locali, chiedendo loro un intervento che scongiurasse il gravissimo danno economico che si prospetta in seguito alla chiusura del ponte - spiega il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli - dal presidente Conte, ai vicepresidenti Di Maio e Salvini, dal presidente della Regione Toscana ai consiglieri regionali del territorio, dai sindaci dei comuni interessati ai deputati eletti nella circoscrizione di Pisa, abbiamo esteso l'invito a tutti, nessuno escluso, perchè la questione è sempre più seria e urgente".

Ad oggi, informa l'associazione, nessuna conferma è giunta dal Governo, mentre a livello regionale ha confermato la presenza la consigliera del M5S Irene Galletti. In dubbio resta la presenza del presidente della Commissione Costa Antonio Mazzeo e del consigliere regionale Andrea Pieroni, entrambi Pd. Sarà presente anche il sindaco di Vicopisano Juri Taglioli e il vicesindaco di Cascina Dario Rollo, mentre nessuna conferma è giunta dagli onorevoli pisani Ceccanti, Cenni, Ciampi, Legnaioli e Ziello.

Confocmmercio spera nella massima partecipazione possibile all'assemblea, il presidente del comitato dei commercianti Confcommercio Luigi Cecchi: "C'è bisogno della presenza di tutti, commercianti e cittadini, nessuno escluso. Dobbiamo lanciare un segnale ancora più forte e inequivocabile ai rappresentanti delle istituzioni. Qui rischia di morire un intero territorio, di cui il ponte, snodo cruciale di collegamento, rappresenta la stessa unica sopravvivenza. Troppe attività commerciali e imprese sono a rischio, troppi i posti di lavoro che saranno cancellati. L'emblema di questa situazione davvero paradossale e comunque inaccettabile, è il ristorante La Baracchina appena sotto il ponte, che in caso di chiusura si troverebbe nell'impossibilità assoluta di lavorare e accogliere in nessun modo i clienti. Consideriamo poi che il traffico si riverserà su una rete stradale già disagiata, sottoponendo anche gli altri ponti, come quello di San Giovanni alla Vena, a carichi straordinari". 

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