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Chiudono le profumerie Douglas di Pisa e Navacchio: dichiarato lo stato di agitazione

Filcams Cgil Toscana segue la vertenza a livello regionale, dove perderanno il lavoro 36 persone entro gennaio 2022

Chiudono le profumerie Douglas a Pisa e Navacchio, così come altri 126 negozi in tutta Italia su 507, entro gennaio 2022. In Toscana sono 11 gli esercizi, con 36 persone che perderanno il lavoro. E' l'annuncio che dà Filcams Cgil, che indica esattamente le sedi destinate a cessare l'attività: Poggibonsi (già chiuso), Calenzano, Pisa, Venturina, Navacchio, Montecatini Terme, Piombino, Follonica, Pistoia, Siena e Borgo S. Lorenzo.

Come motivazione c'è il salvaguardare la liquidità a fronte di calo di fatturato e redditività per la pandemia. "Va detto che c’è stato un aumento importante del fatturato dall’e-commerce, ma per un’azienda che guarda soltanto al profitto la scelta è facile: si chiudono i negozi, dove ci sono costi fissi di gestione e soprattutto costo del personale, e magari si sviluppa l’e-commerce" scrive il sindacato, che poi prosegue: "Lo immaginiamo, perché nell’incontro svolto tra le Organizzaioni Sindacali Nazionali e Douglas, nessun piano industriale è stato ancora presentato. Siamo di fronte ad una multinazionale che non più tardi di due anni fa ha acquisito le profumerie Gardenia e Limoni, garantendosi così fette di mercato importanti, e che, dopo così poco tempo, sceglie in maniera irresponsabile di chiudere".

Il 95% delle occupate in Douglas sono donne. "L'azienda - prosegue Filcams Cgil - sceglie di prediligere la redditività dimenticando la professionalità di tutte le sue dipendenti, professionalità che ha permesso in questi anni uno sviluppo del 'suo fatturato' e che ha rappresentato per i clienti essere accolti in negozio, consigliati, coccolati, per poi uscirne con un sorriso. Ad un anno di pandemia non ancora concluso Douglas aveva già deciso di abbattere i costi, il personale in tutta evidenza per loro è solo un costo, non un valore aggiunto".

Le Organizzazioni Sindacali nazionali hanno proclamato lo stato di agitazione, nei vari territori si stanno coinvolgendo le amministrazioni Locali e si sta definendo il programma delle iniziative: "E' stata già fatta un’assemblea regionale, da remoto, delle lavoratrici, erano presenti in tantissime, deluse per il comportamento dell’azienda, ma prima di tutto arrabbiate, disposte a contrastare le chiusure in ogni modo. Siamo in attesa di convocazione del richiesto incontro al Mise, una vertenza questa di Douglas Profumerie da inserire in quella più generale contro le multinazionali che arrivano, fagocitano il mercato e poi se ne vanno lasciando disoccupazione e macerie. E’ previsto un nuovo incontro per la fine della settimana con l’azienda, chiederemo risposte sul futuro delle lavoratrici. Nel frattempo non staremo zitti, e insieme alle lavoratrici metteremo in campo ogni azione necessaria a sostegno della vertenza".

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