Cimiteri per le pecore sbranate dai lupi: la richiesta di Coldiretti

Gli allevatori devono pagare dalle 120 alle 130 euro per smaltire come rifiuti speciali le carcasse dei poveri ovini attaccati dai lupi, ma in una situazione di crisi come quella di oggi, questi costi sono pesanti

Cimiteri aziendali per seppellire le carcasse degli ovini sbranati dai predatori. A chiedere la creazione di veri e propri “campi santi” autorizzati ricavati nel perimetro aziendale o in aree ben delineate, è Coldiretti che ha avviato una serie di incontri con i primi cittadini di Pomarance, Volterra, San Miniato con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni su un tema che ormai da mesi sta tenendo banco nelle stalle. L’intensificarsi degli attacchi dei lupi, ed il conseguente aumento dei decessi dei capi di capre e pecore, ma a volte anche animali da cortile, costringe, per legge, gli allevatori a smaltire le carcasse, considerate “rifiuto speciale”, presso l’inceneritore a proprie spese. Ogni smaltimento può costare dalle 120 alle 130 euro.

“Una cosa sono le morti naturali che avvengono periodicamente durante l’anno, una cosa sono le morti provocate dai sempre più frequenti attacchi dei predatori - spiega il nodo della questione Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti - in questo caso non è giusto che sia l’allevatore ad accollarsi tutto l’onere dello smaltimento quando ha già subito un danno diretto causato dall’uccisione. Ci sono casi dove si parla di 5-6 capi da smaltire. 500-600 euro parlando in soldoni. Oltre al danno deve subirsi anche la beffa. Non è giusto”.

Secondo Coldiretti la soluzione dei cimiteri aziendali potrebbe rivelarsi ottimale per limitare un impegno economico forzato da parte degli allevatori senza arrecare nessun disagio alla comunità: “Possiamo localizzare i cimiteri - spiega le caratteristiche Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti - in aree dove non costituiscono danno alla sanità pubblica nel rispetto di regole e confini per definiti. In questo senso siamo aperti e disponibili a trovare, insieme, delle soluzioni”.
Il costo “imprevedibile” dello smaltimento è uno dei fattori che sta condizionando in maniera pesante l’andamento delle aziende agricole che allevano pecore e capre. “La pastorizia è uno dei settori più in difficoltà - analizza ancora il direttore provinciale - il reddito delle aziende si è drasticamente ridotto, nel corso degli anni, a causa dell’assottigliamento del prezzo del latte, che ci vede impegnati proprio in queste settimane nel delicato accordo con i caseifici, e degli attacchi dei predatori. Due fattori che incidono pesantemente sull’economia di piccole aziende agricole. Da qui la necessità di portare prima di tutto a conoscenza i nostri amministratori di questa questione delicata e di trovare insieme una soluzione che sia rapida ed efficace”.

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