Cronaca

Circoli chiusi per il Covid: fondi e riaperture allo studio in Regione

Confronto fra associazioni e istituzione toscana per favorire la ripartenza: presto un bando da 5,8 milioni

Un focus sulle associazioni di promozione sociale, per capire come sostenere i circoli sociali e ricreativi, e individuare misure a sostegno della loro attività, sia durante l’emergenza che in fase di ripresa, dati gli allarmi sul pericolo di chiusure definitive. E' quanto si è proposta la commissione regionale Sanità e politiche sociali, presieduta da Enrico Sostegni (Pd), che nella seduta di ieri pomeriggio, mercoledì 3 marzo, ha ascoltato i rappresentanti regionali di Acli, Arci e Mcl in merito alla crisi generata dalla pandemia.

Recentemente il Consiglio regionale ha approvato una mozione, che vede come prima firmataria Lucia de Robertis ed Enrico Sostegni (Pd), che per i circoli chiede di riaprire l’attività di somministrazione di alimenti e bevande e di sostenerli. Da qui si è partiti, come ha spiegato Sostegni, con l’obiettivo "di ascoltare i bisogni degli interessati, valutare con la Giunta iniziative in loro favore, mettere a fuoco problemi e criticità e proporre soluzioni". Una prima buona notizia è arrivata dal Senato, che in queste ore ha approvato un emendamento, in seguito al quale per la somministrazione di alimenti e bevande svolta nei circoli ricreativi e culturali varranno d'ora in poi le stesse regole anti-contagio di apertura e chiusura applicate per le medesime attività agli esercizi privati.

Inoltre l’assessore regionale alle Politiche sociali, Serena Spinelli, ha annunciato un bando di aiuti per il terzo settore per 5,8 milioni di euro, in cui una parte sarà riservata anche ai circoli. "Due notizie che rappresentano una boccata di ossigeno - ha commentato il presidente della commissione - ora continuiamo un percorso in cui dovremo mettere a fuoco alcuni elementi, tra cui come dare gambe alla legge sul terzo settore approvata nella scorsa legislatura, fornendo linee interpretative in temi come la coprogrammazione e la coprogettazione, e sostenere in ogni modo possibile una realtà così importante per il tessuto sociale della Toscana".

Da parte dei presidenti regionali Arci Gianluca Mengozzi, Mcl Pierandrea Vanni, Acli Giacomo Martelli, del presidente del comitato zonale Arci Marco Mini e della responsabile regionale per lo sviluppo associativo Acli Elena Pampana, sono stati espressi ringraziamenti alla Regione Toscana per l’interessamento mostrato in questo periodo e per le pressioni fatte sul governo, ed è stato tratteggiato un quadro della situazione tutt’altro che roseo. "I circoli portano lo stigma di una chiusura senza ragioni espresse ufficialmente per sei mesi - ha detto Mengozzi - e questo ha creato la percezione sbagliata che i circoli siano più pericolosi degli esercizi commerciali".

Tutti hanno ribadito come i circoli siano strutture vulnerabili, senza scopo di lucro, che si autofinanziano in maniera determinante con la somministrazione di alimenti e bevande e che svolgono un servizio pubblico. "Provocare lo scoramento e la disillusione dei volontari che lavorano nei circoli è un crimine, perché poi è difficile ricreare l’entusiasmo necessario per convincerli a dedicare tempo alla collettività", ha osservato ancora Mengozzi, mentre Vanni ha sottolineato come con la chiusura dei circoli "siano venute meno anche molte attività di servizio, come il patronato". Queste realtà svolgono una funzione di aggregazione insostituibile soprattutto nei piccoli paesi, "ma ora in molti stanno pensando di non riaprire. Noi ci sentiamo infrastrutture sociali - ha detto Martelli - abbiamo dato molto e abbiamo molto da dare, per una volta chiediamo noi qualcosa per riuscire rimanere in piedi".

Mini ha ricordato che esistono circa 1500 strutture associative in Toscana, Pampana ha riportato che il 73% delle associazioni, e fra queste il 100% dei circoli, ha ridotto o chiuso del tutto le attività in questo periodo.

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