Università: nasce il Centro per l’Integrazione della Strumentazione

La struttura, a cui afferiscono 18 dipartimenti e 289 ricercatori, gestirà propri strumenti e coordinerà la rete di strumenti e laboratori di Ateneo

Un nuovo arrivo nella 'famiglia' dell'Ateneo pisano. Lunedì 22 ottobre, con la prima seduta del Consiglio nell’Aula Magna Fratelli Pontecorvo del Polo Fibonacci, ha preso vita il CISUP - Centro per l’Integrazione della Strumentazione dell'Università di Pisa. Il CISUP è un nuovo Centro di Ateneo, con finalità di ricerca, di formazione e di servizio e opera con una duplice funzione, come gestore di propri strumenti (per lo più grandi strumentazioni) e come coordinatore di una rete di strumenti e laboratori presenti in Ateneo, messi a disposizione dai dipartimenti su base volontaria e con modalità e impegno concordati. Finora vi hanno aderito 289 professori e ricercatori, afferenti a 18 dipartimenti dell’Ateneo.

Il rettore Paolo Mancarella, presente alla prima riunione, ha sottolineato che “la costituzione del centro rientra in un piano strategico di incentivazione della ricerca di alta qualità e va a colmare una lacuna di cui eravamo consapevoli da tempo. Oltre agli evidenti vantaggi in termini di ottimizzazione delle risorse, sono sicuro che il CISUP favorirà anche una maggiore collaborazione tra ricercatori di diverse discipline, dando un ulteriore impulso alle ricerche multidisciplinari verso cui dobbiamo sempre più orientare i nostri sforzi e investimenti”.

Il rettore ha nominato direttore del CISUP il professor Simone Capaccioli, del dipartimento di Fisica, che vanta una vasta esperienza di uso di strumentazioni analitiche, comprese quelle in large scale facilities europee, nelle applicazioni della fisica allo studio dei materiali, dei sistemi biologici, dei beni culturali e ambientali.

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“La sfida che ci aspetta è fra le più difficili - afferma il professor Capaccioli - ma l’entusiasmo che sta accompagnando la nascita del CISUP mi fa ben presagire per il suo sviluppo. Una struttura con questi compiti e queste dimensioni non c’è mai stata a Pisa, ma di simili ce ne sono in Italia, ad esempio Modena, Pavia, Milano, Venezia. Il vasto patrimonio di conoscenze e laboratori diffuso nelle varie strutture dell’Università di Pisa, se opportunamente aggregato e supportato in azioni comuni, può sicuramente svilupparsi e ambire a un ruolo di primo piano nel panorama europeo della ricerca”.

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