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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca San Giuliano Terme

Tangenziale Nord, critiche e dubbi dalla Città ecologica: "Una ferita nella campagna pisana"

L'associazione teme l'impatto dell'infrastruttura sul territorio nel quale è presente anche un'opera architettonica di prestigio come l'Acquedotto mediceo

Cinque osservazioni presentate dalla Città ecologica alla variante adottata dal Comune di San Giuliano Terme per la realizzazione del primo tratto della Tangenziale Nord, un percorso destinato a congiungere la frazione di Madonna dell’Acqua con Cisanello per un costo di oltre 21 milioni di euro.

"La Tangenziale Nord, ora rinominata Viabilità di Raccordo tra il Polo Ospedaliero e varie arterie, costituirebbe una profonda, estesa e grave ferita nel paesaggio della campagna pisana, irrimediabilmente colpita nella sua naturale continuità - sottolineano dalla Città ecologica - una ferita che produrrebbe già essa un ingente consumo di suolo e ancor più favorirebbe il 'riempimento' con esistenti o nuove previsioni edificatorie, a chiudere gli spazi aperti tra l’edificato attuale e la nuova arteria. Una ferita aggravata dalla necessità di intersecare l’opera simbolo di questo paesaggio rurale, l’Acquedotto Mediceo, e che renderebbe problematica la realizzazione della piste ciclabili che tutti dicono di voler realizzare per collegare le frazioni del Comune di San Giuliano con Pisa".

La Città ecologica ritiene che "non abbia più senso spendere milioni di euro per realizzare ancora strade, incentivando così ulteriormente l’uso dell’auto. In particolare c’è già la viabilità che consente l’attraversamento della città di Pisa (FIPILI e A12) ed è l’uso di esse che andrebbe incentivato (rottura assi di attraversamento urbano, gratuità da Migliarino a Livorno, divieti)".

Per l'associazione ambientalista "i soldi pubblici andrebbero spesi per opere che puntino alla riduzione delle emissioni serra e quindi contrastino il riscaldamento globale che già si manifesta con eventi estremi e drammatici come incendi, alluvioni, innalzamento del livello del mare. Quindi, in tema di mobilità, per creare infrastrutture che consentano una drastica riduzione dell’uso dell’auto attraverso la realizzazione di un sistema di tram-treno dell’area vasta Livorno-Pisa-Lucca con linee urbane nelle singole città e una reale rete di piste ciclabili e ciclovie".

"Un’opera viaria così impattante come la Tangenziale Nord - sottolineano ancora gli ambientalisti - appare in aperto contrasto con la Legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 che assume come obiettivo prioritario e strategico il non consumo di suolo permeabile. Inoltre nell’atto in questione non è presente il Progetto esecutivo dell’intera Viabilità di Raccordo con il Polo Ospedaliero e di conseguenza il tratto iniziale non è inquadrato nell’ambito territoriale completo, dove sono presenti biotopi di grande interesse nonché evidenze architettoniche di enorme importanza, appunto l'Acquedotto Mediceo, e quindi senza essere in grado di dimostrare la compatibilità ambientale dell’intera opera".

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