Cronaca

Santa Croce sull'Arno, il presidente Rossi: "Esempio di come si deve fare integrazione"

Il governatore della Regione Toscana è intervenuto alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini di origini straniera nati in Italia e che vivono a Santa Croce. "In Toscana ci sono 60mila ragazzi, sbagliato non riconoscerli"

Il presidente Rossi invita a guardarsi attorno. “In Toscana ci sono 60 mila ragazzi e ragazze, figli di genitori stranieri, che sono nati in Italia e che vivono
nella nostra regione. Far finta che non esistano è come voler cancellare, in questa regione, una città grande come Siena. Solo un matto potrebbe continuare all’infinito a chiudere gli occhi su una realtà come questa”.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi approfitta della platea del Supercinema Lami di Santa Croce sull’Arno per dire la sua sul diritto di cittadinanza. Santa Croce è il distretto industriale toscano dove praticamente un residente su quattro è straniero o figlio di stranieri, un fazzoletto di diciassette chilometri quadrati, due frazioni e poco più di 14.500 abitanti. E’ un distretto industriale ancora ricco, che con le sue concerie dà lavoro a più di ottomila persone. E qui stamani il Comune ha consegnato un attestato di cittadinanza onoraria, simbolico ma impegnativo, ai bambini di origini straniera nati in Italia e che vivono a Santa Croce, cominciando dai ragazzi delle medie.

“Se per l’integrazione non esistono modelli astratti - dice Rossi - perché è vero che ogni realtà è a sé stante, Santa Croce è sicuramente un esempio di come si deve fare integrazione: un esempio che non ha eguali in Italia e purtroppo a volte neppure in tutta la Toscana, che pure rimane una regione aperta su certi temi”.

“Solo un matto può chiudere gli occhi - ripete il presidente - chi è cresciuto qui, chi ha frequentato con i ragazzi italiani le stesse scuole, ha giocato insieme e i genitori hanno pagato le tasse contribuendo al benessere di tutti noi, perché deve sentirsi ed essere trattato in maniera diversa?”. Per Rossi una nuova legge sulla cittadinanza è necessaria: “per essere davvero - dice - fratelli d’Italia”. Forse ci vorrà ancora tempo. “Ma alla fine, piano piano - confida- anche il Parlamento capirà”.
“Nel frattempo dobbiamo andare avanti, pacificamente. E sarebbe bello - si augura - che tutti i Comuni toscani facessero come oggi a Santa Croce: un modo per dire a questi ragazzi che tutta la regione è dalla loro parte”.

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