Cronaca

Classifica Censis: l'Università di Pisa al quinto posto tra i mega atenei statali

Nella graduatoria stilata con i dati raccolti nell'anno accademico 2020-21, l'Ateneo pisano si posiziona dietro a Bologna, Padova, Roma e Firenze

La 'Classifica Censis delle Università Italiane', che da oltre due decadi accompagna gli studenti nelle loro scelte universitarie, anche quest’anno è disponibile con le 64 graduatorie che la compongono e che spaziano dalla valutazione delle strutture disponibili alla valutazione dei servizi erogati, del livello di internazionalizzazione e dell’occupabilità, fino alla comunicazione 2.0 degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione). Il sistema universitario nazionale, che lo scorso anno, riorganizzando le attività e rimodulando la didattica, ha contrastato con successo l’onda d’urto dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19, vede nel complesso rafforzata la propria attrattività nei confronti dei giovani diciannovenni, che, al completamento dell’istruzione secondaria, decidono di proseguire il proprio percorso di studi.

Nell’anno accademico 2020-2021, infatti, la temuta contrazione delle nuove iscrizioni non è avvenuta, probabilmente grazie anche alle misure previste dal Decreto Rilancio del 2020, tra cui si annoverano stanziamenti addizionali per il diritto allo studio, l’allargamento della no tax area e la riduzione delle tasse per gli studenti dei nuclei familiari appartenenti alle fasce Isee più basse. Misure emergenziali che hanno contrastato il paventato crollo delle immatricolazioni, ma che devono trovare una loro continuità in articolati interventi di lungo periodo per rimuovere le iniquità strutturali che condizionano l’accesso alla formazione universitaria in Italia. La crescita delle immatricolazioni del 4,4% registrata per l’a.a. 2020-2021 conferma e irrobustisce un andamento positivo che si ripete oramai da sette anni a questa parte. Il tasso di immatricolazione, calcolato sulla popolazione diciannovenne, ha così raggiunto quota 56,8%.

La scelta universitaria è sempre più una scelta al femminile. Nel 2020, a fronte di un tasso di immatricolazione maschile pari a 48,5%, quello femminile è stato del 65,7%. Le immatricolazioni femminili hanno registrato una variazione annua del 5,3%, superiore di 2 punti percentuali all’incremento di quelle maschili (+3,3% di maschi immatricolati rispetto all’anno precedente). Sotto il profilo territoriale, le immatricolazioni sono aumentate soprattutto nelle regioni del Centro (+7,7%) e del Sud (+5,0%) rispetto a quelle settentrionali (+2,0% nel Nord-Ovest e +3,2% nel Nord-Est).

I percorsi di studio dell’area Economica-Giuridica-Sociale sono quelli che attraggono la quota maggioritaria di immatricolati (il 34,0%), seguiti dai percorsi Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), scelti dal 29,9% dei nuovi iscritti. Accolgono, infine, quote di studenti sotto la soglia del 20% l’area disciplinare Sanitaria e Agro-Veterinaria (16,3%) e Artistica-Letteraria-Insegnamento (19,8%).

La classifica dei mega atenei

Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) nelle prime quattro posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l’Università di Bologna, prima con un punteggio complessivo pari a 91,8, inseguita come gli scorsi anni dall’Università di Padova, con un punteggio pari a 88,7. Seguono, scambiandosi le posizioni della precedente annualità, La Sapienza di Roma, che con 85,5 sale dal quarto al terzo posto, e l’Università di Firenze, che retrocede dal terzo al quarto, riportando il valore complessivo di 85,0. Rimane stabile in quinta posizione l’Università di Pisa, con un punteggio di 84,8, cui segue Università di Torino, che si riprende una posizione in graduatoria (82,8). Al settimo posto si colloca una new entry: l’Università di Palermo, passata dai grandi ai mega atenei statali, che con 82,7 di punteggio totale si posiziona prima della Statale di Milano (81,8). Ultima tra i mega atenei statali è l’Università di Napoli Federico II, preceduta dall’Università di Bari in penultima posizione.

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