Cronaca

Classifica migliori università italiane: Pisa 24esima, dietro Siena e Firenze in Toscana

Pubblicata la graduatoria del Sole 24 Ore sui migliori atenei della Penisola. In classifica generale Pisa è 24esima su 61 università statali, con davanti Siena (9°) e Firenze (17°). Risultato pessimo sull'attività e la soddisfazione degli studenti

L'ateneo di Pisa perde colpi secondo il Sole 24 Ore. Confrontando la classifica 2014 pubblicata lunedì scorso con la stessa del 2012 l'università della città sotto la Torre perde 6 posizioni, calando dal 18esimo al 24esimo posto. Siena retrocede dal 5° al 9°, mentre Firenze è l'unica a crescere passando dalla 19esima alla 17esima posizione. Le statistiche delle due graduatorie hanno criteri leggermente diversi, ma rappresentano un trend collegato in quanto si riferiscono rispettivamente agli anni 2010/2011, con dati provenienti dal Ministero dell'Istruzione e dall'Istat, mentre per il 2014 ci si riferisce agli anni 2011, 2012 e 2013 sulla base di informazioni sempre del Miur e dell'Anvur, l'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, divenuta operativa dal 2011.

A penalizzare la valutazione è il giudizio negativo sulla Didattica. Su questa particolare classifica la posizione scende ancora fino alla 30esima piazza, con nel dettaglio il 58esimo posto per la percentuale di attività degli studenti e il 56esimo per la soddisfazione nei corsi. La media infatti di CFU ottenuti nel primo anno di università è di soli 26,4 punti, fra le peggiori d'Italia. Solo il 5% degli studenti si dichiara "complessivamente soddisfatto" del proprio percorso di studio. A completare il quadro delle difficoltà c'è la 40esima posizione sulla sosteniblità e la 41esima sulla mobilità, cioè pochi docenti disponibili per i corsi attivati (10 di media rispetto i 18 del migliore Politecnico di Milano) e pochissimi CFU ottenuti all'estero (solo lo 0,5% del totale).

Il problema principale sembra quindi essere il difficile incontro fra attese degli studenti e risultati nello studio, aspetto che tuttavia non trova riscontro nel tasso di abbandono: seppure scontenti, l'86,1% degli studenti si iscrive dal primo al secondo anno, magari cambiando corso (17esima posizione). Nel 2012/2013, a fronte di 6939 immatricolati, circa il 23% ha deciso di cambiare percorso di studi, mentre ha abbandonato il 13,9% (14,8% nel 2012). Complice la percezione di vivibilità della città, Pisa mantiene un elevato tasso di attrattività: il 30% degli studenti viene da altre regioni, preferendo per il 34% le materie scientifiche.

E' sul lato delle opportunità lavorative e dei servizi offerti che l'Ateneo di Pisa fonda i suoi successi. L'Università è 22esima nella classifica generale per la Ricerca ed è fra le prime 15 d'Italia per stage, occupazione e borse di studio. Quest'ultime sono interamente coperte, mentre riguardo al legame con la pratica circa il 10% degli studenti fa uno stage da una media di 12 CFU, circa il 5% dei crediti totali (13esima posizione). Si segnala poi il tasso del 20% di studenti che ad un anno dal titolo di studio cerca ancora lavoro. Dato da prendere con le molle al giorno d'oggi, dato che implica un 80% di occupati, tuttavia già nel 2012 si calcolava che il 70% dei laureati avesse un lavoro, per quanto la statistica era in realtà riferita a 3 anni dalla conclusione degli studi.

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