Cronaca

Strade e ponti chiusi al traffico: "Così si mettono le aziende in difficolta"

Cna e Coldiretti Pisa lamentano il moltiplicarsi di ordinanze di chiusura ai mezzi pesanti di tratti della viabilità locale: "Servono meno divieti e più manutenzione"

Immagine di archivio del ponte sull'Emissario a Fornacette

"Meno divieti, più manutenzione". E' questa la posizione di Cna Pisa in merito al moltiplicarsi di ordinanze di chiusura ai mezzi pesanti di tratti della viabilità locale. Decisioni che, secondo l'associazione di categoria, hanno pesanti ripercussioni su imprese edili e agricole del territorio. "Interi tratti di strade, ponti e viabilità di centri urbani - afferma Cna Pisa - sono interdetti al traffico pesante ma non troppo visto che si parla di mezzi superiori a 35 quintali: piccoli furgoni dunque. Ad essere interessati dai provvedimenti sono anche imprese edili, agricole, e tutte le aziende che dispongono di mezzi superiori a quelle portate. In pratica una buona parte del nostro sistema economico è costretto a subire perdite di tempi, aggravi di costi, nuove e sempre più gravi inefficienze provocate dalla inadeguatezza del sistema di infrastrutture".

"Nei prossimi giorni saranno chiusi tutti i ponti lungo la Sr 67 bis Arnaccio. Prese singolarmente - afferma Matteo Giusti presidente Cna Pisa - tutte queste decisioni sono difficilmente contestabili. Di certo però la mappa dei divieti di circolazione ai mezzi pesanti e non solo, è diventata un labirinto inestricabile. Insomma, la misura è colma. Le imprese hanno bisogno di un contesto in cui le infrastrutture sono l'ossatura principale di una rete di servizi che deve funzionare. Le istituzioni devono mettersi nell'ottica di accompagnare e tutelare il lavoro e l'attività economica del territorio. Non si può pensare di risolvere tutto semplicemente vietando il passaggio. Non si può subire l’onda dei divieti proliferati dopo alcuni disastri, senza reagire. Serve un piano di manutenzione delle opere da perseguire con serietà e tenacia nel tempo".

Sulla stessa linea  anche il diretto dell'associazione di categoria, Rolando Pampaloni. "Certo, se si chiude - commenta Pampaloni - non si sbaglia. La vera responsabilità non dovrebbe essere quella di impedire, bensì di garantirne l’uso. Se le imprese non respirano si blocca tutto il resto. Servono interventi di altro tipo, e certo non nuove ordinanze e divieti, prima che sia troppo tardi".

La posizione di Coldiretti

Sulla vicenda interviente anche la Coldiretti di Pisa che, in merito alla chiusura dei Ponti sull'Arnaccio, chiede al sindaco di Cascina, Susanna Ceccardi, una soluzione alternativa. L’annunciata chiusura del traffico per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate sta infatti causando "forte preoccupazione tra le imprese agricole in un periodo dell’anno particolarmente importante caratterizzato dalla delicate fase di trebbiatura e di trasporto di cereali, paglia e pieno dai terreni agricoli ai magazzini del Consorzio Agrario o delle Cooperative e ai depositi azionali".

"Siamo consapevoli delle criticità che sono alla base di questa decisione - scrive il Direttore, Aniello Ascolese nella lettera inviata al primo cittadino di Cascina - ma ci permettiamo di far presente che la nostra presa di posizione non è collegata soltanto al disagio che incontreranno gli imprenditori e quanti per lavoro utilizzano tali accessi, bensì muove da considerazioni più concrete, collegate alla necessità che le aziende hanno, specie in tale periodo, di movimentare i propri mezzi agricoli per l’esecuzione delle lavorazioni di trebbiatura e di trasporto dei prodotti. Le condizioni atmosferiche avverse hanno causato già notevoli danni alle produzioni e, conseguentemente, alle opportunità di reddito degli agricoltori; dover subire, da parte loro, ulteriori disagi in questi giorni rappresenterebbe una penalizzazione difficilmente comprensibile".

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