Cronaca

Cnr, Ucic-Prc: "Il nuovo presidente 'pisano' si schieri contro il precariato"

Il gruppo consiliare di Ciccio Auletta e Marco Ricci, dopo la nomina di Inguscio, lancia un appello per un maggior investimento sulla ricerca, evitando i precari. Intanto continua la mobilitazione in sostegno delle quattro lavoratrici di Pisa

E' fresco di nomina il nuovo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il fisico Massimo Inguscio è infatti salito alla massima carica del Cnr, lui, studioso che si è formato proprio nella città della Torre e che è conosciuto da Domenico Laforenza, presidente dell’Area della ricerca del Cnr di Pisa, il quale si è detto sicuro che Inguscio verrà a far visita nella sua città di adozione. Da qui prende le mosse l'intervento del gruppo consiliare Una città in comune - Rifondazione Comunista, per il quale "è sicuramente fondamentale che Inguscio faccia questa visita, e vada proprio al Cnr: perché in questa sede lavorano centinaia di precari e precarie che portano avanti le ricerche dell’Ente passando per anni e anni da una forma contrattuale all’altra. E che non hanno alcuna garanzia di poter continuare a lavorare". Nel mirino di Ucic-Prc i tagli previsti dal Cnr a livello nazionale, con ripercussioni anche a Pisa, dove, lo ricordiamo, è fresca la battaglia delle quattro ricercatrici dell'Istituto di fisiologia clinica, da anni precarie, che verranno licenziate il prossimo 31 marzo. La loro vicenda è stata al centro proprio pochi giorni fa di una mozione presentata da Sì-Toscana a sinistra e votata all'unanimità dal Consiglio Regionale.

"A Pisa - sottolineano poi da Ucic-Prc - c'è una particolarità: il Cnr è stato colpito da uno scandalo nazionale, finendo nel mirino della Procura per un buco di bilancio fra i 4 e i 10 milioni di euro. Buco prodotto da un sistema su cui è ancora aperta un'inchiesta della magistratura. Al momento l'unica conseguenza tangibile di tutto questo è proprio il taglio dei contratti precari. Le lavoratrici e i lavoratori di Pisa, a partire dalla Sezione Epidemiologia e Ricerca sui sistemi Sanitari, anziché accettare passivamente la situazione, si sono mobilitati immediatamente. Così hanno fatto anche Usb e altre organizzazioni sindacali, riuscendo a portare la mobilitazione anche sul piano nazionale. Si è mosso subito il gruppo consiliare di Una città in comune – Rifondazione Comunista, coinvolgendo anche la lista Sì-Toscana a sinistra sul piano regionale".

"Consiglio Comunale e Regionale hanno invitato i vertici del Cnr pisano e nazionale ad affrontare concretamente la piaga della precarietà e hanno chiesto che anche i parlamentari del territorio avviino iniziative volte al superamento del precariato nel mondo della ricerca - proseguono da Ucic-Prc - le mozioni di livello comunale e regionale sono state approvate all'unanimità sia a Pisa che a Firenze. Sono un passo fondamentale per portare all'attenzione nazionale la necessità di nuove strategie che puntino ad investimenti concreti sulla ricerca". Poi l'appello-provocazione finale: "Da Pisa è partita una richiesta ben precisa. La Regione Toscana l'ha fatta sua. Sarà un presidente nazionale di origine 'pisana' in grado di accoglierla e porre la questione che va posta all'Italia e a questo Governo sulla necessità di investire sulla ricerca anche uscendo dalla logica del precariato?".


 

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