Cobas: "Che cosa sta succedendo al Teatro Verdi?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La situazione di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo è sempre più drammatica: a differenza di altre categorie che hanno avuto visibilità, i cui problemi sono emersi nel corso dei tre mesi di chiusura e a cui, in maniera frammentaria e spesso inefficace, si è tentato di dare una risposta anche di prospettiva, per questi lavoratori e lavoratrici è calato un silenzio assordante, rotto solamente dalle iniziative che sono state finalmente organizzate nelle ultime settimane, con assemblee spontanee e autorganizzate tra lavoratrici e lavoratori di teatri dell’intero territorio nazionale, e culminate nella manifestazione nazionale di sabato scorso, 30 maggio, che ha visto in molte piazze di città italiane migliaia di lavoratori e lavoratrici, precari e non.

Non solo attori, ma anche tutte le figure che permettono l’allestimento degli spettacoli teatrali e musicali hanno manifestato per evidenziare che esiste un mondo sommerso di cui troppo spesso ci dimentichiamo: ci sono i tecnici di palco, elettricisti, macchinisti, costumisti, truccatori, personale di sala e biglietteria,molti dei quali sono stagionali (una forma di precariato istituzionalizzato previsto dal contratto nazionale che in questa situazione eccezionale ha mostrato tutte le contraddizioni che si porta dietro, dividendo di fatto lavoratori a tempo indeterminato dagli “stagionali”, che sono in sostanza precari intermittenti).

Questa disomogeneità di trattamento si è evidenziata anche tra i dipendenti/lavoratori della Fondazione Teatro di Pisa,in cui lavoratori stabili hanno ricevuto, oltre al FIS, garanzie in merito alla ripresa delle attività (tra cui quella estiva annunciata dall’Assessore Magnani, ma di cui ancora non si conoscono le proposte concrete per la messa in atto di tale attività), mentre gli “stagionali”, precari intermittenti, sono al momento del tutto dimenticati, senza alcuna prospettiva, in attesa di conoscere le sorti del Teatro Verdi di pisa e quindi la propria.

I problemi di bilancio già emersi nei mesi scorsi potrebbero essere ulteriormente aggravati se non emergerà a breve un piano di rilancio delle attività teatrali, in cui il Comune investa con convinzione, salvando un’istituzione culturale fondamentale per la città e al contempo le decine di lavoratori e lavoratrici che da anni lavorano come dipendenti della Fondazione.

Come Cobas chiediamo quali sono gli impegni che il Comune intende assumere per il futuro del Teatro Verdi, e dunque dei dipendenti a tempo indeterminato e “stagionali”, sulla base delle indicazioni e dei piani di ripresa e rilancio delle attività teatrali e musicali che il CdA della Fondazione stessa dovrà predisporre.

I problemi per i lavoratori e lavoratrici del Teatro Verdi erano già emersi alcune settimane fa, ma nel frattempo non ci risulta che siano stati presi provvedimenti adeguati, né che gli accordi sindacali abbiano avuto efficacia nella protezione di tutte e tutti lavoratrici e lavoratori, dipendenti a tempo determinato e stagionali.

È arrivato il momento di pretendere risposte chiare e assunzioni di responsabilità serie e concrete da parte del Comune di Pisa e del CdA della Fondazione Teatro di Pisa.

COBAS LAVORO PRIVATO - PISA
Sandro Giacomelli

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