Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Riordino Province, i Cobas: "Controllare i rapporti di lavoro delle aziende partecipate"

I Cobas Pisa chiedono a Filippeschi la ricognizione dei rapporti di lavoro delle aziende partecipate della Provincia, con indicazione di costi sostenuti ed attività svolte dalle varie società, in vista del trasferimento di competenze a Regione e Comune

Fra i tanti aspetti della riforma per i Cobas Pisa si parla poco delle aziende partecipate della Provincia e degli appalti che impiegano decine di lavoratori. Per questo motivo il sindacato chiede al Presidente-Sindaco Filippeschi "l'obbligo politico e morale di farsi garante di una ricognizione anche in Provincia (intanto la faccia in comune) dei rapporti di lavoro nelle aziende partecipate: quanti sono, con quale contratto, con quale modalità di assunzione".

Tale attività risulta necessaria anche alla luce della proposta di legge presentata dalla Giunta Regionale, che prevede il trasferimento a Regione e Comune delle competenze provinciali, molte delle quali eseguite con società partecipate composte da vari enti locali del territorio, considerate dalla Regione ambiti ottimali di gestione ed erogazione dei servizi. I Cobas prendono ad esempio la 'Agenzia energetica Provincia di Pisa srl': "Società partecipata a capitale maggioritario della Provincia di Pisa, mentre il resto del capitale è detenuto dal Comune di Pisa e da altri Comuni (Casciana terme Lari, Montescudaio,Calci, Pomarance, Santa Maria a Monte, Calcinaia, Montecatini Val di Cecina, Santa Croce S/A, Fauglia, Capannoli, Montopoli Val d'Arno, San Miniato, Cascina)".

"Di questa società nata nel 1998 – affermano i Cobas – si sa poco o niente, se non che è una delle 150 agenzie europee nate con il contributo della Unione europea. Che utilizzo ne è stato fatto? Quanti posti di lavoro sono stati creati? Quanti capitali sono stati invece destinati alle aziende private, che poi magari non hanno creato posti di lavoro? L’Aep ha finalità di interesse pubblico, ci chiediamo quali siano state le attività ed i costi, e che intenzioni hanno i comuni, a partire dal capoluogo, in prospettiva futura".

La richiesta vale per tutte le aziende partecipare della Provincia di Pisa, data la grande incertezza presente ed a seguito del riordino. I lavoratori "non possono pagare gli effetti derivanti dall’uso fatto delle risorse pubbliche, dai tagli lineari contenuti nella riforma delle province imposta dal governo, ed anche poi dalle scelte regionali in materia di riorganizzazione e gestione associata dei servizi, prevedendo come ambito ottimale associato la zona-distretto".

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