Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Cobas Sanità "I diritti negati"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La scopo dei virus, come del resto di ogni altro essere vivente, è quello di riprodursi e aumentare la sua popolazione, anche il Covid 19 colonizzando ed infettando cellule ospiti, cerca disperatamente di raggiungere questo scopo e quando non ci riesce muta in diverse varianti più forti o soltanto diverse, che hanno le stesse finalità della forma iniziale. Ma anche la possibilità che il Covid 19 mutasse era stato da tempo preannunciato da schiere di virologi, ed una nuova impennata di contagi e di decessi è ancora il rendiconto giornaliero, ancora una volta in AOUP si saturano le sale di rianimazione, i reparti vengono accorpati riducendo il numero dei posti letto per fare posto ai contagiati, ancora una volta la carenza cronica di personale sanitario ospedaliero costringe i soliti operatori di sempre a cambiare turni, posto di lavoro, attività lavorativa, organizzazione, in un vortice di stress emotivo e psicologico, che dura ormai dal febbraio 2020. Come è possibile che in una pandemia che da tempo si è stabilita nella nostra vita e che probabilmente ci coinvolgerà ancora per molti anni, la dirigenza ospedaliera non abbia ancora approntato dei reparti Covid permanenti, commisurati con l’emergenza e dotati di personale sanitario stabile vocato, invece di aprire e richiudere reparti occasionali all’aumentare del contagio, come è possibile che nonostante le ultime assunzioni di personale sanitario vi sia ancora la necessità di mettere in campo di nuovo i soliti medici, infermieri ed oss, stravolgendo l’organizzazione ospedaliera, la vita degli operatori e riducendo le cure e l’assistenza ai cittadini e pazienti affetti da atre patologie, la risposta è una sola, ancora una volta si preferisce il profitto alla salute! Uno studio condotto, durante i mesi di pandemia, dall’Università di Pisa in collaborazione con Auxilium Vitae Rehabilitation di Volterra e la Fondazione Volterra Ricerche Onlus, pubblicato sul Journalof Environmental Research and Public Healt, ha stabilito che la pandemia ha provocato nel 40% del personale sanitario reazioni di stress acuto, tanto più aggravate dalla vicinanza e dal tempo trascorso con i pazienti e le loro famiglie. L’esposizione diretta al dolore dei pazienti, alla loro sofferenza psicologica, alla morte ha significativamente sviluppato in medici ed infermieri una reazione acuta assimilabile al disordine da stress post-traumatico, con quadro clinico comprendente depressione, sintomi dissociativi ed alterazioni della reattività, tipici del burnout. I risultati ottenuti da questa ricerca sono preoccupanti, bisognerà considerare le implicazioni dell’impatto della pandemia a lungo termine, e le conseguenze sulla salute fisica e mentale degli operatori sanitari che si sono trovati sin dall’inizio a fronteggiare un’emergenza planetaria senza conoscere la natura del virus, e sprovvisti di ogni materiale necessario ma che nonostante questo non hanno mai mollato, pur con l’animo segnato dal dolore, perché quello è il loro lavoro, e per questo essi chiedono almeno il rispetto. Ma il rispetto è ancora una volta negato, è notizia di questi giorni che la Regione Toscana ha risposto in maniera negativa alla richiesta fatta dai Sindacati di Base Toscani per la creazione di un fondo di risarcimento per i lavoratori del comparto sanitario chiamati in servizio per emergenza Covid, che si sono visti trattenere la penale per mancato rispetto dei termini di preavviso, una questione burocratica che la Regione può risolvere in autonomia, se solo lo volesse, una questione che riguarda migliaia di operatori sanitari. Così facendo, la Regione Toscana dimostra il senso e la misura di quanto l’impegno ed il senso di responsabilità collettiva che ha animato tanti infermieri ed operatori socio sanitari sia tenuto in considerazione! Niente è dovuto per giusto riconoscimento agli operatori del comparto sanitario che per questa pandemia hanno pagato a caro prezzo l’ostinata dedizione alla propria professione, ancora una volta dovranno lottare per acquisire un diritto dovuto. Insieme si vince! La lotta paga sempre!

Cobas Sanità Pubblico Impiego Pisa
Giovanni Battista Marranchelli, Rossella Domenica Carella, Moira Nieri, Tommaso Como

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