Teatro Verdi, i Cobas: "Lavoratori delusi e offesi"

Secondo il sindacato le parole usate dalla presidente Tangheroni in Commissione Consiliare dimostrano "come chi gestisce il Teatro in questo momento non ha una visione a medio lungo termine"

"I lavoratori del teatro si sentono traditi e offesi dalle parole usate dalla loro presidente, Patrizia Paoletti Tangheroni". Lo afferma Marco Lotti dei Cobas lavoro privato. La vicenda riguarda la situazione dei dipendenti e dei lavoratori stagionali del Teatro Verdi in seguito all'emergenza determinata dalla pandemia. Una situazione che è stata affrontata anche in Commissione consiliare, luogo dove la Tangheroni "ha usato parole come: riqualificare, cottimo, service, consulenti, partite Iva, esternalizzare" anziché "idee, coraggio, volontà, professionalità, competenza, ripartenza". Espressioni che, secondo i Cobas, "dimostrano come chi gestisce il Teatro in questo momento non ha una visione a medio lungo termine".

I Cobas sottolineano "le problematiche e le preoccupazioni per l’occupazione e la prospettiva culturale, in assenza di un piano di rilancio della programmazione degli spettacoli" e "i tagli che l’attuale Giunta ha effettuato per il Teatro Verdi", evidenziando inoltre come durante la discussione avvenuta in Commissione "la maggioranza abbia assunto un atteggiamento attendista, quando non disinteressato, rispetto alla ripresa di una programmazione di qualità e a mantenere professionalità interne".

A portare ancor più preoccupazione "ci sono situazioni contrattuali in scadenza o scaduti e una volontà insufficiente nei contenuti da parte di chi dovrebbe avere una visione e un’iniziativa ampia". "Le attuali condizioni economiche - proseguono i Cobas - non possono e non devono ricadere sulle lavoratrici e lavoratori. Tutte queste figure sono state messe in discussione. In primis il direttore artistico Vizioli che grazie al suo operato, spirito di iniziativa e visione teatrale ha portato una città intera sulle pagine di tutti i giornali nazionali aumentando abbonamenti e facendo innamorare una città del suo teatro". 

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"Ci aspettavamo da parte di questo CDA con capofila la presidente Patrizia Paoletti Tangheroni - proseguono i Cobas - più spirito d’iniziativa, coinvolgendo tutti coloro che ruotano nel Teatro, e non una visione dello stesso come una scatola chiusa da noleggiare alle varie Compagnie Teatrali. L’iniziativa di un mese al Giardino Scotto non può bastare e non si possono far passare le lavoratrici e i lavoratori come un costo che toglie agli artisti la loro parte di compenso. Una parte di responsabilità è anche del Comune di Pisa che con il contributo di 150mila euro (una miseria per poter progettare e realizzare spettacoli) non investe  non pretende che la città di Pisa torni a vivere il suo Teatro, patrimonio di tutti i cittadini".

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