Cronaca Porta Nuova / Via Montelungo, 70

Ex Colorificio, è scontro con il PD: "Faremo chiarezza su ogni aspetto"

Il Municipio dei Beni Comuni risponde senza scrupoli al Partito Democratico che aveva sottolineato come fosse necessario rispettare la legge e procedere al sequestro dell'immobile. Intanto arriva il sostegno di don Armando Zappolini

Non mollano, non si arrendono, vogliono andare fino in fondo gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni in quella che ormai è diventata una vera e propria lotta per la difesa dell'ex Colorificio di via Montelungo, strappato, come più volte essi stessi hanno sottolineato, all'incuria e all'abbandono e trasformato in un luogo di socialità. Dopo la decisa presa di posizione del Partito Democratico, che ha evidenziato come ormai lo sgombero sia inevitabile, così come sentenziato dal tribunale, e come sia ormai impensabile un nuovo intervento del sindaco, gli attivisti pro-Colorificio ricordano come in realtà la posizione del Partito Democratico non sia condivisa da molti soggetti che hanno scelto di sostenere la causa del Municipio, tra cui il comitato 'Pisa per Civati' ed il circolo locale di SEL assieme ad alcuni parlamentari dello stesso partito, come Giulio Marcon e Nicola Fratoianni. "Con il loro intervento gli esponenti del Pd tentano di trasformare la straordinaria esperienza del Municipio dei Beni Comuni in una banale questione di ordine pubblico - sottolineano dal Municipio - arrivando persino a banalizzare un confronto politico che vede a livello nazionale giuristi del calibro di Rodotà, Maddalena, Azzariti, confrontarsi sul tema dell'utilità sociale della proprietà, e urbanisti come Scandurra, Magnaghi e Petrillo sottolineare l'importanza di forme nuove di politica e socialità nell'ottica di una programmazione urbanistica diversa".

E proprio in queste ore si aggiunge l'appoggio di un altro tassello importante e significativo, quello di don Armando Zappolini. "Carissimi - si legge in una lettera - vi invio la mia più convinta solidarietà a sostegno ed a difesa della esperienza del Municipio dei Beni Comuni. Ho avuto modo di visitare la struttura e di verificare come siete riusciti a recuperare alla città uno spazio vivo di partecipazione, di incontro e di cultura. La città non si abbellisce solo di nuove costruzioni - continua don Zappolini - ma soprattutto di luoghi dove le persone possono costruire insieme percorsi di vita. Mi auguro - conclude il sacerdote - che le molte voci che si stanno levando a Pisa e non solo siano sufficienti a bloccare la attuazione dello sgombero".

"L'interpretazione della vicenda data dagli esponenti PD - sottolinea il Municipio dei Beni Comuni - lascia perplessi nella semplicità delle letture e nella banalità della risposta. Il sindaco di una città importante come Pisa ridotto a semplice amministratore di condominio, più attento a non infastidire gli interessi di chi conta piuttosto che immaginare una città all'altezza della sua reputazione. Nonostante questo - continua il Municipio - aspetteremo lo sgombero continuando con le nostre attività sociali, aggiungendo però a questa nostra azione politica altri due punti per noi, oramai, sostanziali: il blocco della variante di destinazione d'uso dei terreni della zona, su cui mai si potrà fare speculazione immobiliare, ed un'attenta analisi ed indagine sulla gestione dell'impianto dismesso negli ultimi anni, sia come manutenzione ordinaria della sicurezza sia come monitoraggio degli enti preposti, per verificare se la legalità tanto declamata dagli esponenti del partito di maggioranza e dallo stesso sindaco sia stata rispettata anche prima del recupero dell'ex Colorificio da parte del Municipio dei Beni Comuni".

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