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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Cep

Nuova palestra multidisciplinare al Cep, il Comitato di quartiere: "No ad altro cemento"

I residenti si oppongono al progetto del Comune che prevede la costruzione di una palestra al chiuso in via Vecellio

"Sul progetto di realizzazione di un nuovo impianto sportivo in via Vecellio siamo costretti ad intervenire di nuovo, partendo dal presupposto, e ribadendo, che l’aerea in questione è destinata a verde sportivo dunque, come da schede attuative del Regolamento Urbanistico, 'Si intendono gli spazi scoperti destinati ad impianti scoperti'. E' evidente anche ad un bambino che il termine 'scoperto' mal si concilia con l’idea di un palazzetto o di una grande palestra multidisciplinare chiusa". Con questa premessa il Comitato di quartiere del Cep interviene sul progetto del Comune di realizzare una nuova struttura multidisciplinare nella zona.

"Ciò premesso, almeno a giudicare da come si muovono e cosa scrivono gli amministratori alla guida del nostro Comune, sembra che non ci sia la volontà di ascoltare il quartiere ma, viceversa, quella di imporre dall’alto e senza confronto un progetto che, se vedesse la luce, comporterebbe una ulteriore colata di cemento in mezzo ad un bellissimo prato verde in zona preparco. Cosa ce lo fa pensare? L’assessore Raffaele Latrofa, in data 17 maggio, a nostra email sul tema (mandata a tutti gli amministratori di maggioranza ed opposizione), ci risponde di essere disponibile ad incontrare il Comitato, sia in sede di Commissione che con ricevimento presso il suo ufficio".

"Peccato che nessuno ci ha mai convocato in commissione - aggiungono i referenti del Comitato del Cep - ed evidentemente non possiamo autoconvocarci né, tantomeno, l’assessore ci abbia proposto qualche data per un incontro, anche se noi preferiremmo l’ascolto in commissione. Tutto questo mentre lo zelante consigliere Nerini, tra l’altro compagno di partito di Latrofa e, soprattutto presidente della Commissione Consiliare competente in materia, invece di invitarci in Commissione scrive sui propri profili social che 'risultano incomprensibili le ventilate resistenze di una parte minima del quartiere, che si dichiara apartitica, ma ascolta solo esponenti della sinistra, noi ascoltiamo tutti indifferentemente'. Eppure Nerini stesso, insieme a tutta la commissione, in occasione della seduta del 10 marzo si diceva favorevole ad ascoltarci, cosa gli ha fatto cambiare idea?".

"E' sicuro di poterci chiamare 'parte minima' quando in calce alle nostra proposte, tra le quali il destino di quell’area, nel 2021 abbiamo raccolto decine e decine di firme di cittadini del CEP d’ogni orientamento? Ancora. Tutto questo quando, in occasione della seduta del Consiglio Provinciale di lunedì 30 maggio, un Ordine del Giorno presentato da una componente consiliare che proponeva, per l’appunto, di ascoltarci sul tema, è stato bocciato. Non basta. Si cambia commissione e siamo nella  Prima di controllo e Garanzia del primo giugno, e tocca al consigliere Colecchia lasciarsi andare in dichiarazioni a caso dicendo che 'questo comitato' evidentemente riferito a noi 'si presenta come la voce del CEP ma non è la voce del CEP'. E pronunciando queste parole come motivazione della sua opinione che noi non dobbiamo essere ascoltati in quella commissione il cui presidente, invece, propone di adirci. Peccato per Colecchia che non abbiamo mai né detto né scritto da nessuna parte di essere la voce dl quartiere ma anzi, riconosciamo che all’interno del quartiere ci sono altre voci con le quali a volte siamo d'accordo, altre volte meno (vedi ad esempio i sensi unici) ma che, nella questione di merito dell’uso del verde sportivo di via Vecellio noi, piaccia o meno a Colecchia, abbiamo raccolto le duecentocinquanta firme sopra richiamate che abbiamo consegnato a tutti gli amministratori. Compreso lui". 

Il Comitato conclude: "Non ci siamo per nulla e ribadiamo di voler essere ascoltati ma, dato che pare non ci sia la volontà politica, (sperando di sbagliarci e che, viceversa, dalla parti di Palazzo Gambacorti qualcuno ci mandi un segnale), ribadiamo sinteticamente e per schemi qual'è la nostra proposta. Favorevoli all’idea che vecchie 'palestrine' perse in via dell’Argine siano 'replicate' in Via Vecellio, ma poi col cemento ci si deve fermare li. Non c’è alcun bisogno invece di un nuovo Palasport perché intanto ce ne sono già a sufficienza in zona, ossia ben due tra pubblici e privati, che sono Il Palasport Comunale di Barbaricina e la palestra della Turris pallavolo al CEP. Poi, sopratutto, perché sarebbe ambientalmente invadente e, almeno dai progetti, forse anche stridente con lo stesso Regolamento Urbanistico come dicevamo in apertura. Ma allora, si chiederà, cosa proponete voi per il resto dell’area? Presto detto. Pensiamo banalmente che se la destinazione è verde sportivo, verde sia: non grigio cemento. Lungi da noi dire nello specifico come utilizzare lo spazio, noi ci limitiamo a portare le nostre idee su quelle che dovrebbero essere le linee guida ossia che il resto dell’area si lasciata, attraverso un bando di evidenza pubblica, una manifestazione d’interesse, un concorso di idee o altri strumenti legalmente percorribili, alla progettualità e alle proposte delle associazioni con due soli vincoli. Uno: che siano associazioni del territorio e non vengano dalla parte opposta della città o peggio da fuori. Due: che i progetti presentati non devono proporre spropositate volumetrie cementate come sarebbe l’inutile e ambientalmente devastante palazzetto dei loro sogni. Chiaro no?".

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