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In ricordo della battaglia El Alamein: commemorazione tra fischi e contestazioni

La commemorazione si è svolta allo stadio Arena Anconetani: al mattino con la cerimonia militare e nel pomeriggio stand ed esposizioni di mezzi. Molte le contestazioni di ex militari e un corteo di 250 persone contro la parata

Ieri si è svolta la giornata di commemorazioni per il 70° anniversario della battaglia di El Alamein, coinciso anche con la festa di specialità della Brigata Paracadutisti Folgore: "Oggi celebriamo più di una ricorrenza: è anche il 30° anniversario delle missioni di pace e lo facciamo nel ricordo del caporal maggiore Tiziano Chierotti, del secondo Reggimento Alpini, caduto due giorni fa in Afghanistan". Sono stare le prime parole del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Claudio Graziano.

"Oggi celebriamo anche - ha aggiunto Graziano - la giornata del valore del soldato. In questi 30 anni le missioni di pace sono cambiate molto e anche le forze armate hanno subito una trasformazione, ma il messaggio che vogliamo dare al Paese è chiaro: i militari continuano a fare la loro parte fino in fondo e a servire la nazione".

Dopo le parole di Graziano è stata la volta del ministro della difesa Giampaolo Di Paola, fischiato al suo ingresso nello stadio dove ha effettuato il giro d'onore di fronte ai reparti schierati della Brigata Paracadutisti Folgore. Dagli spalti è subito partito il coro "Liberi liberi", scandito da alcune decine di ex militari per testimoniare solidarietà ai due marò detenuti in India. Uno dei promotori dell'iniziativa, un ex membro delle forze speciali dell'Esercito che voleva esporre in campo la bandiera di solidarietà per la vicenda dei marò, è stato accompagnato fuori dall'impianto dal servizio d'ordine.

"Nonostante la libertà di espressione, questo non è il momento delle polemiche, ma della fiducia negli organismi internazionali e nella giustezza della nostra richiesta di giudicarli in Italia." Ha risposto alle critiche il ministro Di Paola.

Dopo i fischi dello stadio, le proteste sono proseguite al di fuori ma per altri motivi. Già il giorno prima della commemorazione il collettivo universitario Aula R e molti studenti si erano schierati conto l'evento. "Non è possibile - avevano dichiarato - restare in silenzio di fronte a una simile parata nostalgica e a una tale celebrazione della guerra, passata e presente. Ad El Alamein nel 1942 migliaia di soldati italiani vennero lasciati morire per permettere la fuga dei gerarchi e dei generali fascisti e nazisti, fu un massacro che oggi viene mitizzato dalla propaganda militarista come un esempio di valore".

E così nel pomeriggio di ieri un corteo di 250 persone tra antagonisti e anarchicci ha sfilato per le vie del centro, contestando la commemorazione. Alcuni manfestanti hanno imbrattato i muri della Scuola Superiore Sant'Anna con scritte contro le collaborazioni con Finmeccanica e gli studi su applicazioni militari. Sul muro della Scuola è stato scritto "Ricerca di guerra e Sant'Anna assassina". Inoltre alcuni portoni laterali dell'istituto sono stati imbrattati con vernice rossa. Un nutrito servizio d'ordine composto da polizia e carabinieri ha vigilato sul corretto svolgimento della manifestazione, che ha richiamato militanti antagonisti anche da Empoli, Livorno e altre zone della Toscana.

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