Foibe: celebrato a Vecchiano il Giorno del Ricordo

Deposta una corona al Monumento ai Caduti di Via Barsuglia

Celebrato a Vecchiano il Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle Foibe: l'amministrazione comunale ha commemorato questa data con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti di Via Barsuglia. “Le proporzioni esatte della tragedia, ancora oggi, non hanno confini certi ma si stima che, nel periodo tra il 1943 e il 1947, gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case siano stati almeno 250mila con circa 20mila vittime. Diverse migliaia tra queste, tra le 4mila e le 6mila, hanno perso la vita all’interno delle foibe: profonde cavità naturali tipiche delle aree carsiche, dove venivano abbandonati i corpi dei giustiziati. Alcune delle più tristemente famose sono quelle di Vines, in Istria, nelle quali vennero recuperati, nel 1943, 84 corpi, e il pozzo di Basovizza, nei pressi di Trieste - afferma il sindaco Massimiliano Angori - secondo le ricostruzioni, i condannati venivano legati l'uno all'altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi e disposti lungo gli argini delle foibe. A quel punto i membri delle milizie titine erano soliti sparare solo ad alcuni di loro, che una volta colpiti cadevano nelle grotte portandosi dietro l'intera fila. In molti sono morti tra crudeli sofferenze, dopo giorni ammassati sui cadaveri degli altri condannati. La violenza patita dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati rappresentano un altro capitolo della nostra storia, che seguì l’occupazione nazifascista, facendo sì che per questi popoli si perpetrasse una scia di eventi tragici per lunghi e bui anni del secolo scorso”.
“La vicenda delle Foibe rappresenta una delle pagine terribili della storia dell'uomo, segnata da sentimenti di prevaricazione e di odio nei confronti dell'altro, del diverso. Una pagina che deve essere conosciuta e riconosciuta, anche grazie al prezioso lavoro degli storici che, nel tempo, hanno ricostruito i contorni drammatici di queste atrocità, e che deve farci riflettere anche sul nostro presente. Ecco noi oggi, come istituzioni, abbiamo proprio il compito non solo di commemorare il passato, ma di interrogarci per risolvere le questioni scomode del nostro presente, chiedendoci quali siano, ad esempio, le risposte ai temi della convivenza tra etnie diverse, tra popolazioni appartenenti a razze e culti religiosi diversi dai nostri, andando a scandagliare cosa sia davvero il rispetto per le diversità e riflettendo sulla relatività di tali concetti, partendo dall'assunto, in base al contesto in cui si applicano, che l'altro può diventare ciascuno di noi. Come d'altronde la storia stessa ci insegna, anche attraverso questo drammatico capitolo del Novecento” aggiunge l'assessore alla Cultura, Lorenzo Del Zoppo.

“Il nostro auspicio è che il futuro, iniziando anche dal nostro presente, sia sempre più libero da qualsiasi forma di totalitarismo ideologico, per il bene della nostra società tutta e, soprattutto, per garantire il benessere delle giovani generazioni che devono guardare a queste pagine di storia come monito per costruire un avvenire di pace” concludono il sindaco Angori e l'assessore Del Zoppo.

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