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Il tempo del ricordo: 74 anni fa la firma delle leggi razziali a Pisa

Nel 1938 Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali a San Rossore. La città ricorda una delle date più drammatiche della storia italiana per commemorare le vittime perseguitate dal nazi-fascismo

Le leggi razziali rappresentano una data drammatica per la storia italiana: con la loro firma nel 1938 si avvallava ufficialmente la discriminazione razzista del popolo ebreo, che fu perseguitato e sterminato per tutta la seconda guerra mondiale. A Pisa 74 anni fa, Vittorio Emanuele III firmava nella sua residenza di San Rossore i primi decreti razziali. Gli ebrei furono tagliati fuori dalla vita sociale: non potevano svolgere molti lavori, non potevano frequentare le scuole con gli italiani e i docenti di origine ebraica vennero espulsi dall'Università pisana.

Le leggi razziali vigevano su tutto il territorio nazionale e prevedevano delle discriminazioni disumane: gli ebrei non si potevano sposare con italiani, non potevano essere assunti come dipendenti delle pubbliche amministrazioni, non potevano svolgere la professione del notaio, giornalista o altre mansioni ritenute 'da intellettuali'.

Pisa ricorda questo periodo drammatico che portò allo sterminio di milioni di ebrei, oggi alle 10 a San Rossore la cerimonia di commemorazione delle vittime perseguitate dal nazi-fascismo, alle 17 in Comune si passerà un pomeriggio di studio e riflessione. Infine alle 21.15 presso la stazione Leopolda verrà eseguito il Requiem di Mozart.

"Con la solennità istituita dal Comune di Pisa  - afferma il sindaco Marco Filippeschi -  ogni 5 settembre rinnoviamo la memoria di quel giorno infausto del 1938 in cui furono firmati, in San Rossore, i Regi Decreti che promulgavano la legislazione per la difesa della razza. Abbiamo inteso stabilire un momento permanente per costruire una memoria condivisa della nostra storia recente e dare ai giovani un messaggio importante contro il razzismo e contro ogni forma di discriminazione. Quest'anno ci sarà un programma ancora più ampio e articolato che servirà anche come spunto di riflessione culturale affinché prosperino i valori di libertà, democrazia e tolleranza che stanno alla base della nostra convivenza civile e che sono di grande attualità".

 

 

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