Cronaca

Memoria: a Pisa il ministro Carrozza e il capo della Polizia Pansa per ricordare Angelo De Fiore

Nell'ambito delle manifestazioni del 27 gennaio, giornata internazionale delle vittime dell'Olocausto, si sono celebrate commemorazioni a ricordo della Shoah e dell'ex Questore di Pisa

Le più alte cariche civili, militari e religiose si stringono intorno alla figura di Angelo De Fiore, nel ricordo della tragedia della Shoah. Durante l’occupazione nazista, come Dirigente dell’Ufficio stranieri della Questura di Roma, Angelo De Fiore pianificò ed eseguì una quotidiana falsificazione dei documenti amministrativi in modo da salvare dalla deportazione qualcosa come 350 ebrei. Il suo nome è stato inserito nel 1966 fra i 'Giusti di Israele' ed è scolpito sulla stele della Collina dell’Olocausto in Gerusalemme. Fu Questore di Pisa dall’aprile del ’55 al gennaio del ’56.

Sono dedicate alla sua figura le commemorazioni che si sono tenute ieri in varie parti della città, con i picchetti d’onore in rappresentanza di tutte le forze dell’ordine. Prima lo scoprimento di una targa presso la Questura di Pisa, in via Lalli. Poi un momento di ricordo e riflessione presso il Bastione Sangallo al Giardino Scotto, con le commosse parole del figlio Paolo e la consegna di una medaglia al valore da parte del sindaco. Successivamente, presso l’aeroporto Galilei, l’intitolazione ad Angelo De Fiore di un giardino e di una scultura del Maestro Rolando Stefanacci, chiamata non a caso “La Giustizia”. Infine, come ultimo gesto simbolico di pace fra i popoli, la piantumazione di un albero d’ulivo a pochi metri dall’installazione, il tutto visibile in fondo a via dell’Aeroporto.

Hanno presenziato alle cerimonie, oltre le autorità cittadine, il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, il capo della Polizia Alessandro Pansa e l’Ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon. Presenti fra gli altri il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il prefetto di Pisa Francesco Tagliente, il questore di Pisa Gianfranco Bernabei, gli onorevoli Federico Gelli e Paolo Fontanelli. L’intervento più intenso è stato quello del figlio di Angelo De Fiore, Paolo: “Mio padre era un uomo di irrinunciabili principi morali, non esitò ad aiutare, non ebbe dubbi. Fu un precursore in quella società non abituata ad accettare il diverso. Fu un rivoluzionario mite, usò la sagacia del burocrate, un eroe nascosto e quotidiano”.?

Il ministro Carrozza: “I nostri figli non avranno la memoria diretta, spetta quindi a noi far conoscere la storia. A Pisa sono state firmate le leggi razziali, brutti momenti che dobbiamo ricordare per evitare che accadano ancora”. Il capo della Polizia Alessandro Pansa: “Angelo De Fiore è stato un modello dei nostri tempi, come uomo, come genitore, e come poliziotto. Combatteva nel suo lavoro quotidiano, salvando vite umane dal suo ufficio. Ci ha ricordato che chiunque può essere decisivo nel servizio di tutti i giorni”. L’ambasciatore israeliano Naor Gilon: “Chi salva una vita, salva il mondo intero, dice una massima del nostro popolo. Angelo è un esempio, ha incarnato al meglio i valori del popolo italiano”.

Il saluto del sindaco Filippeschi: “Un grande italiano. La vita di Angelo fu una scelta di resistenza, il suo fu un eroismo quotidiano da autentico servitore dello Stato. Siamo onorati di averlo avuto, anche se per breve tempo, in città. Pisa vuole essere luogo della memoria, da tramandare ai più giovani in modo creativo e non retorico”.

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