Chiesa di Santa Cristina, completato il restauro: giovedì la riapertura al pubblico

L'intervento, per un importo pari a 160mila euro, è stato finanziato dalla Fondazione Pisa e ha riguardato non solo la copertura, ma anche le pareti, danneggiate da infiltrazioni di umidità, e gli arredi interni tra cui l'organo

E' terminato l'intervento di restauro della Chiesa di Santa Cristina a Pisa, finanziato dalla Fondazione Pisa che nel 2013 raccolse la sollecitazione del parroco Monsignor Franco Cei.

L’intervento è consistito nella eliminazione di alcune criticità strutturali con conseguenti interventi di consolidamento che hanno interessato soprattutto la struttura lignea della copertura dell’edificio. Contemporaneamente si è intervenuti sul restauro delle decorazioni murali neoclassiche originariamente presenti sulle pareti interne della Chiesa e sul risanamento dell’apparato murario interno pregiudicato da consistenti infiltrazioni di umidità causate dalla particolare posizione dell’edificio, prossima al fiume, e dalla sua esposizione verso Nord. Sono stati anche interessati da interventi di riqualificazione gli arredi interni e l’organo.

Per tale intervento la Fondazione ha destinato circa 160mila euro ed ha messo a disposizione della Parrocchia il progetto esecutivo, convalidato dalla Soprintendenza, nonché la direzione dei lavori per il tramite di propri qualificati tecnici nelle persone degli architetti Mauro Ciampa e Mario Pasqualetti che ne hanno seguito costantemente la realizzazione.Chiesa di Santa Cristina-3
L’intervento, iniziato nel mese di ottobre 2013, è ormai concluso. Il prossimo 25 settembre è infatti prevista la riapertura della Chiesa al pubblico e nell’occasione si svolgerà un evento celebrativo con la presenza dell’arcivescovo di Pisa Mons. Benotto.
L'intervento di riqualificazione, svolto sotto la costante supervisione della Soprintendenza, ha visto impiegate maestranze locali specializzate e altamente qualificate.

LA CHIESA. La Chiesa di Santa Cristina è documentata dall'VIII secolo. Fu distrutta da un'alluvione nel 1115 e ricostruita nel 1118. Fu restaurata nelle forme attuali nel 1816 su progetto di Francesco Riccetti, cui si deve anche il campanile. All'interno, ad aula unica, si conservano le decorazioni murali monocrome neoclassiche, ora completamente riscoperte grazie all’intervento di restauro in questione, una Madonna col Bambino su tavola del XIV secolo, una tela del Passignano (Santa Caterina riceve le stimmate) con una rara immagine seicentesca dei lungarni pisani di tramontana e la copia ottocentesca del Crocifisso di scuola pisana (XII secolo).

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