Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Consiglio Comunale sulla sicurezza: "Perche' i Comitati dei cittadini residenti non sono stati invitati?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Come Coordinamento dei Comitati di Città, pur restando in attesa della conversione in legge del decreto sicurezza che gli darà stabilità, anticipiamo alcuni commenti sulle norme. La valutazione complessiva è positiva in particolare riguardo al merito in quanto è così realizzato un potenziamento di misure che già erano sparse in altre norme ma più sfumate (testo unico sugli enti locali potere di ordinanze contingibili e urgenti del sindaco, poteri del sindaco e del prefetto in materia di inquinamento acustico, definizione di sicurezza etc) e che qui trovano una sistemazione più organica e funzionale, potenzialmente più incisiva. Dal punto di vista formale è dunque un tentativo meritorio di concentrare l'attenzione sulla materia. Inoltre, sempre nel merito, i nodi saranno rappresentati dal campo di applicazione (ampio o limitato) adottato dalle autorità competenti, dai controlli che risultano essenziali all'adozione di tali provvedimenti, all'andamento giurisprudenziale (che in alcuni casi ha sminuito i poteri attribuiti es. Ordinanza sulla birra calda etc.).

Un cenno specifico dedichiamo ai previsti patti di attuazione della sicurezza urbana, dove si fa esplicito riferimento al coinvolgimento di soggetti terzi. Crediamo che sia assolutamente da leggere come una apertura alla partecipazione diretta dei cittadini (nelle forme e modi da definire evidentemente) in sede di comitato metropolitano (art. 6). Quella partecipazione e coinvolgimento che da tanto tempo stiamo chiedendo alle Istituzioni e che il 12 maggio scorso, a margine del Convegno sulla sicurezza delle città organizzato da ANCI, il Prefetto e lo stesso Sindaco avevano promesso al Coordinamento dei Comitati di Città, prevedendone l'invito in sede di Comitato sull'ordine pubblico e la sicurezza. Con questo decreto crediamo di poter affermare che non ci saranno possibili ulteriori scuse: gli strumenti ci sono, i poteri per agire anche così come le modalità di coinvolgimento dei cittadini (caldeggiato anche dall'ANCI nella sede di cui sopra). Vogliamo quindi ben sperare di non continuare a vedere solo e solamente i rappresentanti dei commercianti in queste sedi e organismi; non rappresentano altro che i propri, legittimi, interessi che devono per forza di cose essere compensati con le esigenze dei cittadini residenti per tendere in modo efficace ad un miglioramento della sicurezza e del decoro urbano nella nostra città. In relazione invece alla riunione del consiglio comunale aperto su - Sicurezza e Malamovida - tenuto ieri 2 marzo, a nome Coordinamento dei Comitati di città registriamo con molto disagio e disapprovazione la decisione di non invitare i comitati dei cittadini.

Chiediamo quali sono le ragioni che hanno spinto il Presidente del Consiglio ad invitare i rappresentanti dei commercianti e finanche un rappresentante di una cooperativa che svolge un servizio per l'Amministrazione e un rappresentante del Cpt6 (come se il degrado sia una evidenza legata solo ad una parte della città!), tutti preferiti ai cittadini che subiscono nel quotidiano le conseguenze sempre più gravi e a volte violente. Esprimiamo una ferma condanna a questo atteggiamento di esclusione, che a questo punto possiamo solo ravvisare come un disegno preciso per guardare solo una faccia della medaglia. In sostanza una gestione sempre più sorda agli unici veri protagonisti: i cittadini. Ci auguriamo quindi che il Presidente Del Torto faccia conoscere pubblicamente le ragioni di questa scelta che il Coordinamento ritiene grave.

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