Toscana zona rossa, la denuncia di Confesercenti: "Concorrenza sleale della grande distribuzione"

L'associazione di categoria sottolinea come in alcuni punti vendita della provincia sia possibile l'acquisto di beni espressamente vietati dall'ultimo Dpcm

“Settori come quelli di abbigliamento, calzature, fino agli addobbi natalizi sono in ginocchio in un periodo fondamentale per i bilanci come era quello natalizio. Vedere la grande distribuzione che a dispetto di tutte le norme tiene aperti interi corridoi con questi generi vietati dal Dpcm, ci indigna e merita l’intervento delle autorità competenti”. Sono dure le parole di Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord, che dà voce ai tanti messaggi ricevuti da imprenditori con le proprie serrande chiuse che al supermercato vedono in vendita articoli bloccati dall’ultimo Dpcm. “Ci sono Comuni virtuosi, come quello di Cascina, che da alcuni giorni hanno rafforzato i controlli nella grande distribuzione per verificare il rispetto del Dpcm - aggiunge Romoli - mercoledì scorso, ad esempio, l’assessore Del Giudice ha subito raccolto la nostra denuncia intensificando i controlli. Stesso discorso per Calcinaia e Pontedera con i colloqui quotidiani con i due vicesindaci Flavio Tani e Alessandro Puccinelli. Altre realtà, come Pisa e San Giuliano, tengono le maglie più larghe lasciando quindi mano libera alla grande distribuzione. Grande distribuzione già nota per comportamenti sempre al limite ad esempio sugli orari di apertura. Ma se quello era consentito dalla legge, anche se a nostro avviso non opportuno, la vendita di generi vietati dall’ultimo Dpcm no. Abbiamo immediatamente avvertito i sindaci - conclude il responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord - affinchè mettano in campo controlli capillari per evitare un fenomeno evidente di concorrenza sleale”.

Toscana zona rossa: gli esercizi commerciali aperti e quelli chiusi

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