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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Soldi per superare la lista di attesa a Salerno: arrestato chirurgo pisano

L'inchiesta ha portato all'arresto di 3 medici, fra cui Gaetano Liberti, neurochirurgo dell'Azienda Ospedaliera Università di Pisa. L'accusa è di concussione

Pagare per essere operati superando le liste di attesa. L'ospedale Ruggi di Salerno è al centro di un'inchiesta dei Carabinieri che ha portato all'arresto di 3 medici con l'accusa di concussione: il primario di Neurochirurgia Luciano Brigante, la caposala Annarita Iannicelli ed anche il neurochirurgo dell'Aoup Gaetano Liberti. Al momento la misura cautelare è quella degli arresti domiciliari.

Oltre a questi risulta coinvolto ed indagato anche il neurochirugo Takaori Fukushima, il quale balzò agli onori della cronaca nell'ottobre del 2015 per una presunta visita medica a Papa Francesco.

Nel dettaglio gli inqurenti, a proposito del medico pisano, avrebbero conferme circa due episodi in cui il 61enne di Cascina, che operava presso il 'Fukushima Brain Institute' di San Rossore, avrebbe segnalato alle persone la necessità di essere sottoposti a delicati interventi neurochirurgici prospettando loro una duplice possibilità per essere operati personalmente da Fukushima: presso il 'Fukushima Brain Institute' di San Rossore, dietro corrispettivo di 60mila euro in un caso e di 57mila euro nell'altro, oppure presso l'ospedale Ruggi di Salerno, nel pubblico, dietro la corresponsione di 'soli' 20mila euro in un caso e di 15mila euro nell'altro.

Gli importi erano da versare con bonifico sul conto corrente del 'Fukushima Brain Institute' recante la causale 'consulenza neurochirurgica'. In entrambi i casi i pazienti, recatisi a Salerno, sono stati effettivamente ricevuti dal primario al pari arrestato Brigante, che ha offerto la disponibilità anche a fornire assistenza a Fukushima, ribadendo la necessità di effettuare il versamento preventivo pattuito con Liberti. In uno dei due casi Briganti avrebbe chiesto al paziente di non far parola con alcuno del corrispettivo richiesto, né della sua provenienza da fuori regione. In tale occasione, dopo alcuni giorni dall'intervento e a causa del decesso del paziente, il denaro richiesto per l'operazione è stato restituito alla famiglia del defunto.

L'Azienda Ospedaliera Pisana precisa che in relazione al neurochirurgo Gaetano Liberti ha appena ricevuto dall'autorità giudiziaria l’informativa riferita al procedimento a suo carico e alla relativa misura cautelare disposta nei suoi confronti. Per questo scatteranno tutte le azioni disciplinari del caso. 

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