Cronaca

Amianto, operai morti nel 2007: condannata la Saint Gobain

Secondo il giudice del lavoro la multinazionale non ha adottato i provvedimenti per evitare il contatto con l'amianto, fuorilegge dal 1992. L'azienda, che dovrà sborsare oltre un milione di euro, ricorrerà in appello

Oltre un milione di euro alle famiglie di due ex dipendenti morti nel 2007 per mesotelioma pleurico dopo essere stati esposti per molti anni all'amianto. A tanto ammonta la cifra che la Saint Gobain di Pisa dovrà versare a titolo di risarcimento, come ha stabilito il giudice del lavoro di Pisa, Elisabetta Tarquini, che ha condannato la multinazionale. Lo rende noto la Cisl di Pisa. Nella sentenza il giudice ha riconosciuto la responsabilità dell'azienda nei confronti dei lavoratori e ha stabilito che debbano essere versati alle famiglie dei due operai deceduti rispettivamente 542.700 e 524.525 euro.

Il processo ha evidenziato che i lavoratori, oltre all'esposizione diretta, utilizzavano l'amianto in tutti gli indumenti e gli strumenti di protezione contro l'alta temperatura prodotta dai forni di cottura. La tesi sostenuta dall'avvocato Paolo Bartalena, che ha difeso i familiari delle vittime, si è fondata sul fatto che benché l'amianto sia fuorilegge dal 1992, la sua nocività era conosciuta in letteratura medica già da ben prima degli anni Sessanta e pertanto il datore di lavoro avrebbe dovuto adottare quelle "misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica dei prestatori di lavoro".

"Uno dei due dipendenti poi deceduti - ricorda Donatella Paolinelli, direttore del patronato Inas Cisl di Pisa - aveva ricevuto l'incarico, per un certo periodo, di rivestire le canne pirometriche mediante filo di amianto che, dunque, doveva maneggiare direttamente. E per proteggersi dall'alta temperatura dei forni, aveva indossato guanti, grembiuli e cappucci di amianto". "L'altro - prosegue la sindacalista - si era occupato, per decenni, della manutenzione dei forni, coibentati con amianto e nei confronti dei quali egli si proteggeva con strumenti a base di amianto".

Secondo l'avvocato Bartalena, anche se le motivazioni della sentenza devono essere ancora depositate, "appare chiaro come il giudice abbia riconosciuto, stabilendo la somma del risarcimento, non solo il danno morale e biologico differenziale subito dal lavoratore deceduto, ma anche il danno non patrimoniale (la perdita di un marito e di un padre) sofferto dai familiari eredi degli operai morti in seguito a tumore di origine professionale". Saint Gobain ha già annunciato di voler ricorrere in appello. "Da parte nostra - ha concluso Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl - ci batteremo comunque affinché le somme stabilite dal giudice del lavoro siano immediatamente versate alle famiglie".

SORVEGLIANZA SANITARIA PER I LAVORATORI ESPOSTI ALL'AMIANTO. Sono 450 i lavoratori ed ex lavoratori che hanno aderito al programma di sorveglianza sanitaria per coloro che sono stati esposti all'amianto durante la loro carriera lavorativa. Il coordinamento è affidato a Roberto Chelucci e un quarto dei partecipanti, sottoposti agli esami condotti dai medici dell'Asl pisana, è risultato affetto da patologie più o meno gravi di origine professionale. Il programma è partito negli anni passati e con il tempo si é diffuso a moltissime categorie professionali: "In questo modo - ha spiegato Chelucci - siamo in grado di studiare il fenomeno ma anche di garantire assistenza sanitaria gratuita a tutti. Coloro che aderiscono volontariamente, rivolgendosi al patronato Inas Cisl, vengono poi indirizzati al dipartimento di Medicina del lavoro o al servizio di prevenzione della Asl, che ha provveduto a sottoporre ad accertamenti tutti coloro che sono già in pensione. La nostra è una battaglia di giustizia ma anche di prevenzione, perché le statistiche continuano a indicare i morti di lavoro solo tra coloro che muoiono per infortuni, ignorando le malattie professionali. Il nostro lavoro servirà anche a correggere le statistiche e dunque a migliorare la prevenzione e le protezioni nei luoghi di lavoro limitando i danni provocati dalle sostanze nocive cui i lavoratori spesso entrano in contatto". (fonte Ansa)

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