Cronaca

Confcommercio in protesta a Firenze: "Una data per riaprire o lo faremo il Primo maggio"

Una delegazione, con la partecipazione dell'associazione pisana, è stata ricevuta dal presidente toscano Eugenio Giani

"Vogliamo una data certa per riaprire, oppure dal Primo maggio riapriremo tutti". Questa la richiesta che si leva dalla manifestazione di Firenze a cui Confcommercio Provincia di Pisa ha partecipato insieme a tutte le Confcommercio della Toscana. Più di mille imprenditori, commercianti e partite Iva si sono mobilitate davanti alla Prefettura di Firenze per chiedere una data certa per poter riaprire le proprie attività. Una manifestazione che si è conclusa con la consegna al Prefetto di Firenze Alessandra Guidi, da parte della presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini, insieme a una delegazione delle Confcommercio toscane, di un documento con le richieste delle imprese del terziario. Al termine dell'incontro, la delegazione è stata ricevuta dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dall'assessore all'Economia Leonardo Marras.

"Basta incertezza! Non ci accontentiamo più di promesse e parole. Dopo 14 mesi siamo al punto di partenza, ancora più stremati dopo le tantissime ingiustizie che solo noi imprenditori abbiamo pagato" dice la presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini. "Vogliamo una data certa in cui verrà garantita l’apertura delle nostre attività. Se il Governo non risponderà ce la prenderemo da soli, e sarà il Primo maggio. Una data simbolica, che rappresenta la festa dei lavoratori, in un anno in cui le imprese non hanno lavorato, ma che segna anche il limite della nostra sopportazione".

"Non si deve abusare e approfittare della pazienza di aziende e imprese familiari a cui sono stati chiesti sacrifici enormi e a questo punto inutili, visto che il numero dei contagi in questi mesi non è diminuito - afferma il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli - c’è un tempo per resistere, e le imprese lo hanno fatto con enormi sacrifici. e uno per ripartire. Ora serve una risposta immediata, domani potrebbe essere già troppo tardi per molti, e la riapertura deve essere definitiva. Le imprese non sono più in grado di reggere ulteriori e inique chiusure".

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