Cronaca

Sanità, vertice Asl-Aoup: il quadro della salute della popolazione

La conferenza dei servizi integrata fra Asl 5 e Aoup ha affrontato la gestione della cronicità: la crescita della popolazione anziana prevede di far fronte ad una serie di patologie che colpiscono questa fascia d'età

La salute della popolazione sta cambiando rapidamente, con l’aumento dell’aspettativa di vita favorita dai progressi della medicina e della tecnologia, e con il conseguente incremento delle patologie croniche, provocate anche da stili di vita sbagliati. In una parola, cresce la popolazione anziana per cui la priorità dei sistemi sanitari, per i prossimi anni, sarà di gestire al meglio la cronicità, ossia tutte quelle patologie di cui soffrono gli ultra-sessantacinquenni (diabete, ipertensione, scompenso cardiaco, ictus, Bpco-broncopneumopatia cronica ostruttiva), che necessitano di una continuità assistenziale territoriale dopo la dimissione dall’ospedale.

A questo tema è dedicata la conferenza dei servizi integrata fra Azienda Usl 5 e Aoup-Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, che si è svolta oggi nella sede del Centro direzionale Usl 5 - Estav Nord di Ospedaletto, dove è stato fatto il punto sullo stato di salute della popolazione, sui suoi bisogni assistenziali e sulle strategie messe in campo con la Società della salute e con la Scuola superiore Sant’Anna, per individuare modelli organizzativi in grado di fornire risposte efficaci. A Pisa, la popolazione assistita sul territorio della Asl 5 è di circa 340mila cittadini, di cui il 37% over 60. A questa fotografia si accompagna una sempre maggiore comorbosità, ossia la presenza di più patologie in soggetti anziani già sofferenti di qualche malattia cronica di quelle sopra menzionate. E’ evidente che, per questa fetta di popolazione, la risposta del sistema sanitario deve prevedere un processo assistenziale integrato fra la gestione della fase acuta, di competenza dell’ospedale, e la gestione della fase post-acuta, a carico dei presidi socio-sanitari dell’Azienda Usl (ospedale di comunità, residenze sanitarie assistite, assistenza domiciliare).

In un quadro di questo tipo la sostenibilità del sistema nel lungo periodo può essere garantita solo con una maggiore attenzione al ruolo della prevenzione e della promozione della salute, con la cosiddetta medicina d’iniziativa, favorendo un rapporto di autoconsapevolezza del paziente nei confronti della propria malattia, che ne stimoli la gestione attiva, scatenando anche meccanismi di reazione positivi, valorizzando il ruolo fondamentale della rete dei medici di medicina generale, in un circuito virtuoso che abbia come obiettivo finale la diminuzione dell’incidenza delle patologie croniche. Anche perché l’aumento del numero di accessi per patologie croniche nei vari Pronto Soccorso d’Italia, un trend cui non fa eccezione il territorio pisano, rappresenta il campanello d’allarme di una situazione generalizzata di criticità del sistema. Pertanto, se si interviene sulla gestione della cronicità con strategie integrate, ne trarrà beneficio anche tutto il settore dell’emergenza-urgenza, alleggerito da un carico eccessivo di afflussi non appropriati. 

La risposta alla cronicità sul territorio di competenza dell’Azienda Usl 5 è comunque articolata, dal momento che esistono due ospedali dell’Asl 5, a Pontedera e Volterra, che si affiancano all’ospedale di terzo livello, ad alta vocazione chirurgica, dell’Aoup (distribuito sui due presidi di Santa Chiara e Cisanello). Esiste inoltre una rete capillare di servizi sanitari gestiti anche in collaborazione con il terzo settore. Quello che è indubbio, è che comunque la gestione dei pazienti cronici richiede una complessa riorganizzazione del sistema sanitario che sposti l’asse sul versante territoriale mentre risulta che gli accessi al Pronto Soccorso, e i conseguenti ricoveri per patologie croniche, sia a Pisa che a Pontedera e Volterra, siano comunque sempre abbastanza elevati.

ACCESSI PRONTO SOCCORSO
Al Pronto Soccorso del Dea-Dipartimento emergenza-accettazione di Cisanello, nel 2011 gli accessi sono aumentati. Si è passati infatti dagli 82.600 del 2010 agli 85.360. Quanto alle tipologie di accesso per codice colore, sono rimasti sostanzialmente stabili i codici ad alta gravità, rossi e gialli, che salgono leggermente, rispettivamente da 1337 a 1440 i primi e da 13.505 a 14.866 i secondi. Salgono leggermente anche gli accessi dovuti a codici di minore gravità (codici verdi e azzurri) che passano dai 62491 accessi del 2010 ai 62955 del 2011. Infine i codici bianchi, ossia le situazioni che non presentano condizioni di urgenza, salgono da 5.253 del 2010 a 6.103 del 2011.

Al Pronto Soccorso dell’Azienda Usl 5 (ospedali di Pontedera e Volterra) le cifre sono più basse, ma il dato resta comunque elevato: 62.694 accessi, con un tasso di ricovero del 7,42% (4.653). Il codice di gravità che registra gli accessi più elevati è il verde (38.308) a fronte di 748 codici rossi e 9.638 gialli (gli azzurri sono 12.710 e i bianchi 1.232, oltre a 58 non definiti). Di questi accessi, circa 600 totali sono dovuti a scompenso e malattie croniche respiratorie, equamente distribuiti. Per l’ipertensione si registrano 357 accessi, il diabete ne conta circa una sessantina.

RICOVERI
Scattando invece una fotografia sui ricoveri, per patologie croniche, di pazienti provenienti dal territorio di competenza dell’Azienda Usl 5 (Zona Pisana, Valdera e Alta Valdicecina), in Aoup nel 2011 se ne registrano circa 1300 (sui quasi 20mila ricoveri ordinari effettuati a carico dei pazienti residenti in queste zone - escludendo quindi i ricoveri dall’Area vasta nord-ovest, dal bacino extra Area vasta e da fuori Regione), con una degenza media che va dai 6 ai 10 giorni.

Negli ospedali dell’Azienda Usl 5, invece, su 5.868 ricoveri totali fra Medicine e Utic-Unità di terapia intensiva coronarica, la percentuale di ricoveri per queste patologie croniche si attesta sul 6%, con una degenza media intorno alla settimana.


Quello che si può evincere, in un quadro che registra comunque un calo dei ricoveri totali - all’Aoup, nel 2011, sono calati di 2.421 rispetto al 2010 (scendendo da 76.569 a 74.148), con un aumento del peso medio dei casi trattati (indice di complessità, che sale da 1,69 a 1,74), una diminuzione dei ricoveri di bassa complessità (-2.554) e un incremento di quelli ad alta e media complessità (+388 totali, dal 37,17% al 38,83%), confermando quindi la natura di ospedale di rilievo nazionale ad alta specializzazione, che ha trasferito quasi tutti i reparti chirurgici nel nuovo presidio di Cisanello e che registra una percentuale di dimissioni per problematiche chirurgiche pari al 50%  - è che comunque, per far fronte al maggior numero di malattie croniche e alla ridotta autonomia personale, devono essere garantiti i servizi territoriali e domiciliari innovativi, in modo tale che l’offerta assistenziale socio-sanitaria preveda un ospedale per il trattamento dell’acuzie e una rete di servizi territoriali variegata e accessibile 24 ore su 24. Sul territorio, infatti, il lavoro di equipe multi-professionali permette l’erogazione di servizi personalizzati che spaziano dall’assistenza domiciliare infermieristica all’attività dei gruppi di medicina d’iniziativa, dove il medico esercita il governo della domanda in modo appropriato. In sostanza il medico non attende più il paziente, ma lavora per prolungare il suo stato di salute e, sulla base di indicatori di rischio, invita i propri pazienti a sottoporsi ai dovuti controlli. Perché la gestione integrata delle malattie croniche richiede un approccio globale, che vada dall’educazione alla salute alla gestione dei servizi territoriali, fino agli interventi sanitari in fase acuta e all’accompagnamento nelle ultime fasi di vita. In questo senso il nuovo piano sociale e sanitario integrato regionale, con la piramide della salute, dà grande rilievo a questa impostazione distribuendo l’intensità e qualità dei servizi in relazione allo stato di salute delle persone.

 

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