Caso Laurora, la Regione: "Indegno esaltare 'Mein Kampf'"

E' il commento della vicepresidente, Monica Barni. L'Anpi provinciale: "Laurora sia rimosso dal consiglio comunale". Il PD all'attacco: "Caso gestito in maniera imbarazzante"

Il consigliere Manuel Laurora

Non si placa la bufera scatenata dal consigliere comunale Manuel Laurora, eletto a Pisa nelle file della Lega, che il 29 gennaio scorso è rimasto seduto nel corso del minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime della Shoah. Un gesto che ha scatenato le polemiche, divampate ulteriormente dopo le dichiarazioni, rilasciate all'indomani dell'accaduto, in cui afferma che "il 'Mein Kampf' di Hitler è un libro che andrebbe studiato nelle scuole".

Laurora, tra Shoah e Hitler: il caso arriva al Presidente della Repubblica

"E' indegno - afferma la vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni - che un membro di un organo democratico esalti un libro che è alle radici della II Guerra mondiale e dell'Olocausto. Così come è intollerabile che quel consigliere non si sia alzato per il minuto di silenzio in memoria della Shoah. C'è un senatore che nei giorni della Memoria ha ritirato fuori l'osceno ciarpame antisemita dei protocolli di Sion, una studiosa di storia ebraica ha ricevuto sputi per strada da un uomo con una svastica tatuata sul braccio: sta montando un clima pericoloso nel nostro Paese, e nessuna sottovalutazione può essere ammessa. Chi oltraggia i valori della nostra Costituzione deve essere chiamato fino in fondo alle proprie responsabilità".

Sulla vicenda interviene anche l'Anpi. "Il consigliere Laurora - scrive il presidente provinciale Bruno Possenti in merito a quanto avvenuto in consiglio comunale - chiamato a rispondere del proprio comportamento, ha affermato di non essersi alzato 'per distrazione'. E' lo stesso atteggiamento di quanti assisterono passivamente, o con compiacenza, alla emanazione delle leggi razziali fasciste ed alle loro più tragiche conseguenze. Riteniamo il comportamento di Laurora indegno di un rappresentante delle Istituzioni. Gravemente offensivo per la coscienza democratica di una città che ha subito la vergogna della firma dei primi provvedimenti del 5 settembre 1938. Che ha pagato alla guerra voluta dal fascismo un prezzo altissimo di sofferenza e di distruzione. Chiediamo quindi la rimozione del consigliere Laurora dal massimo consesso di una città decorata con medaglia di bronzo al valore militare per il contributo alla Guerra di Liberazione".

Nella giornata di ieri, 31 gennaio, Laurora ha annunciato di aver abbandonato il gruppo consiliare della Lega, e di essere confluito nel gruppo misto. "Entrato in consiglio comunale con i voti della Lega - afferma la segreteria dell'unione comunale Pd Pisa - è stato espulso dalla seduta per un comportamento indecente, non si è dimesso, è uscito dalla maggioranza e ha formato un gruppo consiliare tutto suo attraverso il quale però ha già annunciato che sosterrà lealmente l’attività dell’amministrazione comunale del Carroccio. Tutta questa storia, più che una degna gestione e una decisa presa di distanza da un grave atto accaduto nella vita pubblica, assomiglia piuttosto a una irritante e imbarazzante farsa"

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"Il fatto che Laurora non si dimetta - affermano i dem - e in qualche modo rimanga in maggioranza con l’avallo di quest’ultima, è scandaloso. Il Pd pisano sostiene l’iniziativa del proprio gruppo consiliare e delle altre opposizioni: è importante aver chiesto un incontro al prefetto e ci attendiamo, nell’ambito delle sue prerogative, un’azione significativa. Promuoveremo altre iniziative coinvolgendo tutta la città e tutte le associazioni che si sono sentite umiliate da un gesto incompatibile con un luogo democratico".

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