Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Lavoro, Consiglio Comunale ai Cantieri di Pisa: votato un Odg per la rimozione di Galantini

Nella seduta ai Cantieri di Pisa sono intervenuti i lavoratori ed i rappresentanti sindacali, con la netta presa di posizione del Comune a favore del recupero dell'azienda. Nell'Ordine del Giorno votato chiesta la rimozione del curatore Galantini

Il tempo per le attese è veramente finito. Nella seduta del Consiglio Comunale, tenutasi presso i capannoni dei Cantieri di Pisa, i lavoratori senza stipendio da gennaio hanno manifestato la loro disperazione per una situazione che non sembra sbloccarsi. In cassa integrazione da metà 2010 oggi rischiano seriamente di non avere riconosciuti gli ammortizzatori sociali per tutto l'anno in corso, a causa di mancanze nella documentazione di richiesta di tali misure fornita dal curatore fallimentare Federico Galantini al Ministero del Lavoro. Questa e tante altre situazioni, non ultima l'aver disertato l'ultima riunione convocata in Prefettura, hanno portato il Consiglio Comunale a pronunciarsi una volta di più in sostegno ai lavoratori, stabilendo in questa sede un Odg che contiene la richiesta di rimozione dall'incarico del Galantini e dei due commissari delegati dal Tribunale di La Spezia di verificare l'andamento della procedura.

E' quindi guerra aperta con il liquidatore della storica azienda pisana della nautica che faceva parte del gruppo Baglietto, una lotta che coinvolge oggi 38 lavoratori per i Cantieri di Pisa, a cui si aggiungono i 22 di Varazze. "Sono testimone della fragilità del percorso prospettato da Galantini – afferma il Sindaco Filippeschi – le offerte pervenute per la vendita sono tutte cadute e apparse poco credibili. Dobbiamo mantenere alto l'interesse e alzare il tiro delle mobilitazioni, coinvolgendo anche il Ministero del Lavoro. Massima solidarietà e disponibilità ai lavoratori". A dimostrare l'attenzione della Regione Toscana sulla questione era presente il consigliere regionale Paolo Mancini, presidente della Commissione consiliare "emergenza lavoro": "Mettiamo a disposizione la nostra avvocatura per valutare la correttezza della procedura; a me pare sia chiara la volontà precisa di arrivare alla chiusura dell'attività e dobbiamo evitare che accada".

Che la sopportazione sia al limite lo spiega Andrea Laganà, della Rsu dei Cantieri di Pisa. "Sono 4 anni che siamo presi in giro da Galantini. Gioca sulle nostre difficoltà, cerca di dividerci promettendo le solite cose che mai in questi anni ha fatto e risponde alle nostre richieste con ripicche. Quando ci siamo rifiutati di consegnare il travel-lift (macchinario per alzare le barche da 1 milione di euro ndr) ci ha tolto la guardianìa per affidarla a pagamento a guardie private, che ci tengono sotto controllo tutto il giorno. Siamo offesi. Teniamo alta l'attenzione su chi è questa persona". "E' un bugiardo senza pudore – afferma senza mezzi termini il segretario Cgil di Pisa Gianfranco Francese – non è abitudine del sindacato chiamare in causa le Procure, ma questo è un soggetto che va fermato. Non risponde alle chiamate, non si presenta, fa finta di vendere".

"L'ultima che ha combinato – prosegue Francese – è aver depositato al Tribunale di La Spezia una proposta di modifica del concordato dove si indica che, a fronte di un saldo ai creditori previsto tra il 6 e il 18% delle loro spettanze, si indicano 3,5 milioni di euro di spese suddivisi in 1,5 per spese legali e 2 milioni destinato ai professionisti. Professionisti che sono lui ed i due commissari in pratica, mentre le spese legali sono quelle che vuole fare lui per cause che perde sempre".

Al termine della discussione è stato approvato dai 21 consiglieri presenti l'Odg che ritiene da un lato necessario che il curatore fallimentare invii al più presto la documentazione necessaria al Ministero per l'attivazione della cassa integrazione del 2014, dall'altro che si prosegua la strada della tutela dell'attività mantenendo vivo il marchio 'Cantieri di Pisa' e la necessità di un chiaro piano industriale. Viene poi espresso sostegno alla proposta del sindacato di istituire una 'cassa di resistenza' in favore dei lavoratori, con la volontà di portare la loro situazione ai tavoli di discussione nazionali e parlamentari. L'atto politico centrale resta l'adesione del Consiglio alla richiesta di Rsu e sindacati di chiedere la rimozione dall'incarico di Galantini e dei commissari Rosanna Ghirri e Luca Sordini.

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