Cronaca Piazza San Francesco

Manifestazioni in San Francesco: le due concezioni di famiglia in piazza

Una settantina le 'Sentinelle in piedi' scese in piazza sabato mattina "a difesa della famiglia tradizionale e contro le unioni civili". Contropresidio di associazioni e movimenti cittadini che hanno dato vita ad un corteo che ha attraversato il centro città

Le due diverse facce della manifestazione

Terza 'veglia' delle Sentinelle in piedi e terza contestazione da parte di associazioni e collettivi cittadini. Il copione, come annunciato, si è ripetuto anche questa mattina in piazza San Francesco: da un parte una settantina di persone a leggere un libro, in piedi e in silenzio per circa un'ora, per dire no alle unioni civili e al decreto legge Cirinnà, attualmente ancora in discussione in Parlamento; dall'altra 150 persone "coloratissime e glitterate" che con canti, balli e sfottò indirizzati alle Sentinelle, hanno manifestato il "loro diritto alla diversità contro il pregiudizio ideologico delle presunte famiglie tradizionali". In mezzo, ancora una volta, un massiccio schieramento di forze dell'ordine che, con due blindati e due cordoni di agenti, hanno tenuto separati i presidi. Due idee diverse e apparentemente inconciliabili della famiglia, ancora una volta contrapposte a pochi metri di distanza l'una dall'altra.

LE SENTINELLE IN PIEDI. L'appuntamento era fissato per le 11. Come nell'ultima veglia anche questa volta il 'palcoscenico' scelto è quello di piazza San Francesco. "Siamo qui - spiegano le sentinelle - per affermare i valori in cui crediamo e denunciare, senza timore, le menzogne che i media e il potere diffondono instancabilmente. Diciamo no all'ideologia gender, che promuove l'indifferentismo sessuale, e al Ddl Cirinnà, che equiparando le unioni tra due persone dello stesso sesso apre la strada all'utero in affitto: pratica che sfrutta il corpo delle donne e riduce il bambino ad un prodotto solo per assecondare il capriccio di due adulti. Vogliamo invece dire sì al diritto del bambino di crescere con un papà e una mamma e al diritto dei genitori nell'educazione dei figli. A chi ci contesta rispondiamo con la nostra presenza silenziosa: noi non abbiamo un avversario e nemmeno una squadra da sconfiggere, siamo in piazza per la libertà nostra e di tutti e per svegliare le coscienze, anche quelle di chi ci contesta". La veglia in difesa della famiglia tradizionale si è conclusa dopo circa un'ora, intorno alle 12.

LA PARATA LGBTQI. A mostrare la propria contrarietà a questa idea di famiglia circa 150 persone chiamate a raccolta da Queersquilie e Exploit Pisa. "Per la terza volta - hanno detto i manifestanti - siamo qui insieme a tutta la cittadinanza differente e difforme per dire che il modello della 'famiglia tradizionale' esclude tutto ciò che già esiste: famiglie omogenitoriali o con singoli genitori, legami affettivi tra più di due persone, unioni dello stesso sesso. Al fondo della loro difesa della 'famiglia naturale' c'è sempre la solita vecchia ricetta zuppa: omo, lesbo e trans-fobia condite di sessismo strisciante. Una ricetta che ci nausea e a cui preferiamo piatti più gustosi, in cui ognuno è libero di scegliere la vita che più si conforma alle proprie aspirazioni. Pisa è una città che dovrebbe caratterizzarsi per l'apertura e l'educazione alle differenze, invece siamo ancora qui ad assistere al teatrino clerico-fascista delle Sentinelle. Pisa non li vuole e li respinge".
I manifestanti, che si erano dati appuntamento alle 10.30, intorno alle 11.30 hanno poi dato vita ad un corteo per le vie della città. Dopo una breve sosta in largo Ciro Menotti, hanno raggiunto piazza XX Settembre per chiedere al sindaco e al Comune di prendere posizione in modo chiaro contro le opinioni espresse dalle Sentinelle. Infine hanno raggiunto piazza Vittorio Emanuele dove, intorno alle 13, il corteo si è poi sciolto.

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