Contributi all'affitto, la denuncia: "Insufficienti, ci saranno migliaia di sfratti"

Il coordinamento costituito da AS.I.A. Usb chiede maggiori interventi sull'emergenza abitativa

"Il contributo all'affitto non ha niente di 'straordinario', ci saranno migliaia di sfratti". E' l'allarme che lancia a Pisa il coordinamento costituito da AS.I.A. Usb e la Rete nazionale 'Noi Restiamo' riguardo l'emergenza abitativa, alla luce delle difficoltà emerse con il Coronavirus. In presidio a Pisa stamani, 18 maggio, gli attivisti hanno chiesto nuovi interventi in quanto "gli attuali provvedimenti escludono completamente giovani studenti e precari dall'accesso alle risorse".

"Il limite della differenza del 30% del reddito, tra 2019 e 2020 - hanno spiegato - il requisito della residenza e di un contratto regolare, il brevissimo termine di scadenza per la domanda, impediscono a molti di poter partecipare al bando. Inoltre il contributo, erogato per tre mesi e di importo massimo di 300 euro, riservato ai lavoratori dipendenti ed autonomi, lascia fuori proprio le persone più fragili". Dai primi dati raccolti a Firenze, al 9 maggio, si vede che "le richieste sono state complessivamente 2831 in 15 giorni. Per rendere un'idea nel 2019 per il contributo ordinario, in 30 giorni di bando, le richieste furono 'solo' 1100. Da notare che la maggior parte degli attuali richiedenti sono persone che in precedenza non avevano mai avuto necessità di richiedere contributo di sostegno. I dati di Pisa saranno gli stessi, in percentuale, di quelli fiorentini".

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Il Coordinamento ha inviato una lettera alla Regione Toscana, in cui "esponevamo in dettaglio le nostre proposte per far fronte all'emergenza. Al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta". Così gli attivisti tornano a chiedere maggiori risorse "a fondo perduto e per l'intero costo degli affitti, così come il Governo sta facendo a favore dei padroni rappresentati da Confindustra. Il Comune di Pisa deve prolungare i tempi del bando che scade il 18 maggio ed impegnare le risorse necessarie per dare soddisfazione a tuttel le morosità incolpevoli causate dalla pandemia". 

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