Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Sociale, contributi alle famiglie in difficoltà: è scontro aperto fra Sds e Comitati popolari

La Società della Salute risponde con forza alla manifestazione del 29 aprile puntualizzando che le commissioni indigenza si sono sempre svolte regolarmente. Rispondono i Comitati: "Noi bugiardi, disturbatori e prevaricatori? Calpestano la nostra dignità"

Ai ferri corti il rapporto fra Società della Salute ed il Coordinamento dei quartieri popolari di Pisa. Se dal lato pubblico l'ente respinge le accuse di cancellazione della Commissione indigenza, strumento per erogare i contributi alle famiglie indigenti, dall'altro i cittadini preoccupati si sentono abbandonati e insultati dalla stessa istituzione che dovrebbe aiutarli. Dopo l'ultima manifestazione del 29 aprile si accendono i toni del dialogo, che sembra avviarsi ad un muro contro muro.

"Abbiamo più volte ribadito – scrivono il direttore della Sds Giuseppe Cecchi e l'assessore-presidente Sandra Capuzzi – la non veridicità delle affermazioni del Coordinamento circa la chiusura delle commissioni; né è stata data indicazione di denunciare alcun Assistente Sociale. Le commissioni si sono svolte regolarmente nel mese di marzo, una ad aprile e nel mese di maggio sono  programmate nei giorni 12, 14 e 18. Rimane comunque da sottolineare che, indipendentemente dal calendario delle commissioni, le situazioni urgenti vengono affrontate e valutate nell'immediato".

Dopo la difesa, l'attacco: "Al contrario, riteniamo urgente sottolineare che gli Assistenti Sociali e il personale tutto della SdS, a causa delle continue interferenze e occupazioni da parte degli esponenti del Coordinamento, non sono più messi in condizione di svolgere correttamente e con serenità il loro lavoro. Questo clima di tensione e di disturbo continuo si riversa anche sugli utenti, spesso anche bambini che si trovano all'interno della struttura. Pertanto la SdS Pisana non tollererà più atteggiamenti prevaricanti nei confronti dei propri dipendenti".

I comitati di quartiere raccontano una storia parallela: "La decisione da parte della SdS di chiudere la Commissione indigenza, per motivi di budget, c'è stata comunicata durante i diversi colloqui che abbiamo tenuto con gli Assistenti Sociali, nei quali c'è stata negata la possibilità di presentare la domanda per richiedere l'erogazione dei contributi previsti dal regolamento. Nonostante nell'incontro ottenuto il 29 aprile la dirigenza abbia smentito la chiusura della Commissione, decine di famiglie non hanno avuto la possibilità di ricevere il contributo".

"Rispediamo al mittente le accuse – afferma in una nota il Coordinamento – è a noi utenti che in maniera meschina è stato fatto credere intenzionalmente che la commissione fosse stata chiusa nel mese di aprile per impedirci di accedere ai contributi; siamo noi utenti ad essere costantemente prevaricati, giudicati ed umiliati dal Servizio che invece di tutelarci ci comanda e ci sottomette. E' la Sds a costringere i nostri figli a vivere quotidianamente in un clima di tensione dettato dalla loro incapacità di risolvere le problematiche sociali ed economiche che gravano sulle nostre spalle, come i distacchi delle utenze, gli sfratti e l'impossibilità di garantire una dieta alimentare sufficiente".

La dura risposta prosegue: "Chi impedisce agli operatori del servizio di lavorare serenamente e con i giusti strumenti professionali è la dirigenza, che li costringe a mentire e a scaricare sugli utenti le scelte politiche di chi ha trasformato i diritti in una merce e che a sua volta usa gli operatori come pedine sulle quali scaricare le responsabilità".

Poi l'affondo finale: "E' per questo che ribadiamo al Direttore Cecchi, che guadagna decine di migliaia di euro l’anno e pubblicamente accusa ed offende gli stessi utenti che dice di tutelare, che siamo noi a non accettare più tali comportamenti perché lesivi della dignità delle persone che si rivolgono al Servizio a causa della forte crisi economica e sociale in cui versa la nostra città. Ci auguriamo che gli operatori del servizio prendano posizione".

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