Cronaca

Sanità, il Ministro al convegno pisano: "Serve una nuova stagione di investimenti"

Ospite del Convegno Nazionale di Contabilità, Roberto Speranza ha tracciato la linea del governo verso la riforma del Servizio sanitario nazionale

Si è chiuso ieri, 19 dicembre, il convegno il terzo Convegno Nazionale di Contabilità, appuntamento istituzionale ed accademico svoltosi a Pisa in modalità digitale, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa e dal Dipartimento di Economia dell'Università Cà Foscari. Il focus era l'emergenza sanitaria, in rapporto alla stabilità finanziaria del Paese, aspetti importanti tanto che è intervenuto al convegno anche il Ministro della Salute Roberto Speranza, che ha illustrato le tappe e gli impegni del governo sul fronte Coronavirus. 

Il Ministro ha confermato la partenza della campagna vaccinale, che partirà in primis per gli operatori sanitari, dal 27 dicembre, mentre è prevista in questi giorni "una riunione con le Regioni sulle questioni che riguardano la ripartenza delle scuole". Tema caldo, legato al convegno, era il sostegno al Servizio sanitario nazionale: "Questi mesi ci hanno mostrato in maniera lampante credo su tutti i livelli istituzionali, a livello nazionale, internazionale che il servizio sanitario nazionale è la cosa più importante che abbiamo e che gli investimenti sulla salute, rappresentano un investimento centrale per le politiche istituzionali". Se "la sanità è stata considerata un bancomat da cui prendere risorse", Speranza è per "una nuova stagione di investimenti, che per la verità nel nostro Paese avevamo avviato prima del Covid, io voglio rivendicarlo: nella passata manovra di bilancio c’erano 2 miliardi sull’edilizia sanitaria, mezzo miliardo sull’abolizione del super ticket. E' chiaro che con il Covid c’è un cambio radicale e naturalmente aumenta in maniera molto significativa gli investimenti messi in campo per reagire a questa dinamica. Io penso che tutte le risorse attivabili per la sanità siano utili e positive".

Il Ministro quindi conferma il rilancio degli investimenti nella sanità pubblica, e nel contesto Covid annuncia che "farò una battaglia politica, ma so di incrociare anche la sensibilità dei miei colleghi ministri della maggioranza, per aumentare la cifra dei 9 miliardi che in prima istanza era stata individuata sul Recovery Fund".

Una chiara dichiarazione di intenti del Ministro è quella sulla riforma del SSN: "Avere più risorse è decisivo, ma è ancor più decisivo spenderle in modo adeguato e capire come possono essere impegnate anche alla luce di una discussione pubblica più urgente. Questi mesi ci consegnano un giudizio sul sistema sanitario nazionale, i suoi punti di forza, eccellenza, tenuta e quelli di debolezza per cui bisogna intervenire. La parola chiave per la riforma del sistema sanitario nazionale debba essere prossimità, cioè una idea di riforma che parte dalla necessità di avvicinare il più possibile al cittadino e al paziente, a chi deve in qualche modo ricevere i servizi della sanità pubblica ai nostri presidi sanitari. In una fase degli ultimi anni, di investimenti insufficienti si è alleggerito la nostra rete ospedaliera senza rafforzare quella territoriale, questo credo che sia un grande problema". Una declinazione, quella della prossimità, che deve tradursi anche con le nuove tecnologie digitali. 

Per la docente pisana di Scienze Politiche Giovanna Colombini infatti è importante non solo e non tanto la riforma del SSN, quanto quella dell'amministrazione pubblica in generale, che non prescinda "da una revisione del modello organizzativo e da una effettiva innovazione tecnologica. Il tutto però senza trascurare il punto da cui si parte, vale a dire avere la consapevolezza delle diverse realtà sociali ed economiche presenti sul territorio nazionale". "E' proprio la pandemia - prosegue - che ha messo a nudo non soltanto i problemi strutturali della sanità legati alle diverse realtà territoriali, ma anche le criticità legate a: riparto di competenze Stato-Regioni ed il ruolo strategico che può assumere la sanità territoriale; affidabilità e trasparenza dei dati e la necessità di un loro coordinamento; complessità dei processi di monitoraggio e rendicontazione della spesa sanitaria; sottofinanziamento del sistema (in termini di servizi e di personale) e al dibattito che si è aperto sui finanziamenti europei (Mes sanitario da un lato, Next generation EU dall’altro); tenuta del sistema di responsabilità amministrative e sanitarie alla prova dell’emergenza sanitaria".

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