Martedì, 19 Ottobre 2021
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Pedofilia, dati shock: l'80% delle violenze avviene in famiglia

Si è svolto mercoledì un convegno sull'argomento alla Stazione Leopolda a cui hanno partecipato genitori, insegnanti ed esperti che hanno consigliato di seguire attentamente i nostri figli, anche quando utilizzano il computer

Sono stati più di 150 i partecipanti, tra genitori, insegnanti e forze dell’ordine, che si sono ritrovati ieri alla Leopolda alla giornata organizzata dalla Società della Salute per conoscere ed affrontare i rischi che quotidianamente corrono i bambini utilizzando internet. "Un’iniziativa inserita all’interno del progetto Arca (agire in rete contrastando l’abuso) che la Società della Salute sta portando avanti per la tutela dei minori" ha esordito Giuseppe Cecchi, direttore della Sds pisana, presentando il convegno. "La pedopornografia è un reato grave che va perseguito. Per affrontare un problema di queste dimensioni le istituzioni devono collaborare e coinvolgere la società civile" ha commentato il prefetto Tagliente.

"La pedofilia è un fenomeno che ci appare lontano ma che purtroppo è più diffuso di quanto vogliamo credere - ha spiegato Maria Atzeni, la responsabile del progetto Arca - nel solo 2012 nella zona pisana i servizi sociali hanno segnalato 143 nuovi casi di maltrattamento e 10 casi di abusi. E sono in totale 713 i minori che vengono seguiti da operatori e psicologi. I responsabili? L’80% delle violenze avviene in famiglia".

Marcello La Bella, dirigente della Polizia Postale di Catania e tra i massimi esperti della sicurezza online, ha fatto un quadro dei rischi che incontrano i minori nella navigazione su internet. Dall’incontrare immagini pedopornografiche al rischio dell’adescamento. Un semplice consiglio? "I nostri figli vanno seguiti passo passo, quando usano il computer come nella vita di tutti i giorni".

Dal seminario è nato un opuscolo per genitori e insegnanti. Stampato in 2000 copie, sarà distribuito alle scuole pisane ed è anche disponibile per chi lo volesse presso la Società della Salute. "E ora stiamo ragionando su come fare un libretto anche per i bambini" ha concluso Maria Atzeni.

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