Acquisto delle case di edilizia popolare: pratiche più economiche grazie alla convenzione con i notai

L'accordo tra notai e Comune di Pisa permetterà "un risparmio fino al 30%" sui costi delle pratiche necessarie al passaggio di proprietà

Dopo aver previsto la possibilità, per gli assegnatari, di diventare proprietari delle abitazioni di edilizia popolare, arriva anche un accordo per rendere più economiche le pratiche notarili necessarie al passaggio di proprietà. La convenzione è stata siglata questa mattina, 4 agosto, a palazzo Gambacorti tra il Comune di Pisa e il Consiglio Notarile Distrettuale di Pisa.

"L’obiettivo dell'atto firmato oggi - ha spiegato il vicesindaco Raffaella Bonsangue - è quello di agevolare e far risparmiare i cittadini. La Giunta prima e poi il Consiglio avevano adottato la disciplina per trasformare il diritto di superficie in proprietà per le abitazioni in area di edilizia popolare e di liberare questi immobili dai vincoli di destinazione in modo da dare ai titolare la facoltà di avere un bene pienamente commerciale e senza vincoli. Successivamente abbiamo deciso di concordare anche delle tariffe per la stipula degli atti notarili, spesso gravosi, per agevolare chi vorrà aderire".

In totale sono circa 1.200 gli assegnatari di alloggi di edilizia popolare che potranno diventare pienamente proprietari della loro abitazione. Comprese nella nuova disciplina sono le abitazioni edificate nell’ambito del P.E.E.P. degli anni ‘60, del 1995 e del 2003. "Grazie alla stipula di questa convenzione - ha spiegato il presidente del Consiglio Notarile Distrettuale di Pisa, Claudio Calderoni - a cui hanno aderito circa i 2/3 dei notai presenti in provincia di Pisa, sarà possibile per i cittadini risparmiare circa il 30% dei costi relativi alle pratiche notarili necessarie per il passaggio di proprietà".

Il Comune stima, in caso di trasformazione complessiva degli alloggi, un introito di circa 1,5 milione di euro. È prevista l’applicazione dell’abbattimento del 50% del valore venale del terreno e la successiva detrazione degli oneri di concessione corrisposti all’epoca dell’assegnazione dell’area, rivalutati sulla base della variazione Istat dell’indice dei prezzi; nonché la possibilità di rateizzare il corrispettivo in massimo cinque anni, con pagamento in rate semestrali.

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