Coronavirus, agenzie di viaggio in crisi: "Cancellato tutto il nostro lavoro"

Grande preoccupazione di Assoviaggi Confesercenti per la situazione del comparto, per il quale si chiedono forti interventi del Governo

Passeggeri all'aeroporto di fiumicino il 3 marzo 2020 in una foto Ansa

"A noi non basterà riaprire una bottega per rivedere i clienti: la gente sarà senza soldi, a molti di loro verranno tolte le ferie di agosto, addirittura non sappiamo se i viaggi saranno nuovamente permessi e sicuramente non all’estero per l’estate. Siamo stati dimenticati dal governo, come tutta la categoria del turismo, per la fase 2. Credo che il nostro settore sia già ben oltre il baratro". Parole drammatiche quelle di Lisa Bonsignori, titolare insieme ad Erika Bertolani dell’agenzia di viaggi Erili e coordinatrice pisana di Assoviaggi Confesercenti, per descrivere le condizioni in cui si trova la sua categoria.

"Il 21 febbraio scorso ha significato per noi il crollo di tutto il lavoro preparato, realizzato e consolidato e uno stop totale di possibilità per il futuro. Mai, neanche ai tempi delle crisi mondiali come dopo l’attentato alle Torri Gemelle - sottolinea Bonsignori - abbiamo assistito alla cancellazione di tutto, proprio tutto, il nostro lavoro. Per noi non si tratta di tenere solo le nostre attività chiuse per un periodo stabilito e imposto, c’è in ballo il futuro di un intero comparto che chissà quando potrà ripartire. Non a caso nelle ultime dichiarazioni del presidente del consiglio, le agenzie di viaggi non rientrano in nessuna delle probabili date di riapertura".

Secondo la coordinatrice di Assoviaggi "abbiamo bisogno di interventi mirati, specifici. Molto più di altri che, anche se tra qualche settimana, alla fine potranno riaprire ed incassare. Servono immediati sostegni alla liquidità con un accesso ad un credito garantito con tassi agevolati e con la possibilità di una restituzione lunga nel tempo. E tutto questo fino al momento non solo della nostra riapertura, ma della ripartenza dei viaggi e della possibilità di spostamento. Noi possiamo aprire anche domani, ma non abbiamo niente da vendere, visto i divieti".

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Per la coordinatrice di Assoviaggi una conclusione con uno sguardo al futuro. "Il nostro lavoro dopo l’emergenza cambierà, ma noi ci faremo trovare pronti come sempre. Sicuramente non potremo ripartire da soli. Qualche idea per aiutarci potrebbe essere un onere detraibile del 19% del valore del pacchetto acquistato, senza limite di spesa, l’eliminazione dell’Iva sul margine dell’intermediazione turistica e sui diritti di agenzia, tutto accompagnato da una campagna seria, mirata e organizzata per il rilancio e il sostegno della destinazione Italia sui mercati esteri, appena finita l’emergenza sanitaria".

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