Cronaca

Fiorai e erboristerie possono restare aperte

Il chiarimento di Confesercenti Toscana Nord

"Il Governo ha chiarito che i negozi di fiori e piante e le erboristerie possono stare aperti. Vogliamo così tranquillizzare i nostri soci che in questi giorni ci hanno chiamato nell’incertezza". Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile area pisana Simone Romoli, vuole fare chiarezza per due settori merceologici come rivendite di fiori e piante ed erboristerie per i quali il decreto del 22 marzo poteva ingenerare incertezze sulla possibilità o meno di rimanere aperti.

"Non occorre il codice Ateco per dimostrare che è possibile la vendita di fiori e piante - dice Romoli - perché la stessa viene consentita dal Dpcm 22 marzo che stabilisce che 'è sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari' come ben spiegato anche dal nostro sindacato Assofioristi. Ciò, peraltro, è stato confermato dal Governo nelle sue faq in cui si ribadisce come sia consentita nello specifico l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di 'prodotti agricoli' e  quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Ovviamente sempre da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore". Stesso discorso per le erboristerie.

Conclude Simone Romoli: "D’altra parte, è quanto già accaduto con riferimento alle erboristerie, il cui codice Ateco non è riscontrabile tra quelli ammessi, ma che il governo su sollecitazione di Unerbe Confesercenti, ha affermato poter continuare l’attività in quanto commercializzano prodotti alimentari e prodotti igienici per la persona".

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